La grafia araba : scrittura ed estetica

 

Girando per una città araba e passeggiando nei suoi mercati antichi, attraversando le sue strade e contemplando i suoi negozi, visitando le moschee e contemplando l’architettura islamica si può  godere  la bellezza degli ornamenti arabi.

 

 

Si possono osservare i capolavori islamici ed i bei pezzi che solo l’artista islamico ha inventato: i vassoi di rame, le brocche d’argento, i piatti di porcellana, gli specchi dorati, le lucerne di vetro, i bauli d’argento, i pugnali, i bicchieri, gli scrigni di legno, i lampadari di cristallo, e così via.

In tutto ciò si può vedere una cosa comune, che attrae l’attenzione del turista: la scrittura araba o la grafia araba.una scrittura in forma rotonda, in forma rettangolare, in forma quadrata, in forma triangolare, in forma ovale, etc. ;
una scrittura sulle porte delle botteghe e sui muri delle moschee, sulle cime dei minareti e sui lati dei bauli, sull’orlo dei piatti, sull’interno dei bicchieri, ed oltre; una scrittura che si erge con le pareti e gira attorno le colonne, avviluppa le lucerne e si intreccia con i pilastri; una scrittura con lettere dritte, una scrittura con lettere circolari, una scrittura con lettere angolari.

Una scrittura in forma di animale, una scrittura in forma di uomo, una scrittura in forma di uccello, una scrittura in forma di pianta, una scrittura in forma di frutto, una scrittura in forma decorativa; scritture di ogni dimensione, di ogni forma e di ogni tipo: scritture che offrono informazioni all’intelletto, piacere all’occhio e gioia al cuore Scritture che combinano l’utile insegnamento scientifico con il valore estetico.[1]

Il legame della scrittura e della grafia con la civiltà islamica è una cosa naturale, dal momento che la prima parola che è scesa nel Corano è stata: “leggi!”. Per leggere occorre trovare la parola scritta. La scrittura ha avuto una storia lunga nella civiltà araba precedente; pur tuttavia un processo nuovo è iniziato con l’apparizione dell’Islam nella registrazione del suo patrimonio.

Già gli Arabi ed i musulmani avevano cominciato a scrivere ed a leggere con un forte entusiasmo. Essi scrissero come: copiatori della Rivelazione, scienziati, storici, giurisperiti, oratori, chimici, geografi,  viaggiatori, poeti, letterati e filosofi, insegnanti e  studenti,  trascrittori  del Corano, abbellirono  la scrittura ed amarono il Corano, in maniera tale da specializzarsi nella sua scrittura.

Per opera di questi soggetti, si sviluppò la grafia araba, che seguì docilmente la civiltà islamica, registrandone le peculiarità, memorizzando il suo patrimonio, esprimendo i suoi bisogni e conservando le sue conoscenze. Gli aspetti della civiltà islamica si sono moltiplicati e si sono diversificate le relazioni ufficiali tra le amministrazioni dello Stato da un lato, e tra le amministrazioni e gli individui del popolo dall’altro lato. Come pure si sono diversificate le relazioni personali tra gli individui, intrecciandosi.

Ormai la grafia araba ha rispecchiato tutte queste diverse relazioni, distinguendosi dal resto e mostrando una decina di tipi, durante i quattordici secoli passati (si tratta dell’epoca della civiltà islamica). Ogni tipo di grafia aveva le sue peculiarità artistiche ed il suo impiego sociale e, inoltre, il suo nome che la definiva e la distingueva dalle altre[1].

Tra queste scritture c’è  la scrittura al-Tumar  خط الطومار  ( la grafia del  rotolo di pergamena), che si usava per la firma dei califfi nella corrispondenza con i califfi ed i sultani, e la scrittura  mukhtasar al-Tumar مختصرالطومار  (il riassunto del Tumar) per la firma dei ministri nelle corrispondenze (le decisioni ufficiali).

La Qalam al-thulthayn  قلم الطومار  (La penna dei due terzi), per la scrittura dei califfi ai loro rappresentanti, la al-mudawwar al-saghir المُدور الصغير  (la grafia piccola rotonda) per i quaderni delle operazioni e la registrazione del hadith  حديث e della poesia. La scrittura al-ashribah  خط الأشربة  (la grafia delle bevande) la scrittura per gli
ingegneri dell’irrigazione.

La scrittura al-‘uhud خط الأُحُد  (La grafia degli accordi) per la scrittura dei trattati e la fissazione dei patti. La scrittura al-harmخط الحرم  (La grafia del sacro) per la scrittura delle principesse della casa reale e la ghubar al-halbah غبار الحلبة  per la scrittura dei biglietti dei piccioni
viaggiatori …e molte altre ancora.

Quanto alle calligrafie più usate – attualmente – esse sono otto: al-Naskhi النسخي , al- Riq΄aالرِقعة , al-Thulthالُثلث  , al-Kufi الكوفي   , al-Farisi  الفارِسي   , al-Diwani  الدِّيواني   ,al-Maghribi   المغربي   e al-hurr   الحُرّ  o al- Mubtakar المُبتكر  .[1]

 

1- al-Naskhiالخط النسخي : Si usava nella copiatura dei libri (la loro registrazione). Adesso si usa nella stampa dei libri e dei giornali ed è una grafia snella e chiara per le lettere, con la quale vi sono molti arrotondamenti. Di essa sono apparsi innumerevoli tipi che si armonizzano con le  tipografia, stampanti, le macchine per scrivere, gli apparecchi calcolatori automatici (computer). La scrittura Naskhi conviene ai principianti dell’apprendimento della scrittura, poiché è chiara per le lettere.

 

2- al-Riq΄a خط الرِقعة : si usava nella grafia dei biglietti al-riqa΄ (piccoli pezzi di carta) negli ambiti ufficiali e nelle questioni scientifiche. Al- riq’a – in virtù della sua nascita è più veloce nella sua scrittura e la più facile nella sua annotazione, pertanto  la maggior parte della gente araba la usa – spesso da sola – nella scrittura quotidiana. Quindi è la più importante delle grafie per quanto concerne lo studente, dopo il primo stadio.

 

 

3-al-Thulth ( un terzo(  :خط الثُلث è la calligrafia più usata sulle pareti delle moschee e nei luoghi storici e la vediamo attualmente sulle porte delle botteghe e nei locali turistici più grandi come pure negli avvisi e nelle insegne commerciali nelle strade e nelle piazze. Questa scrittura è la più difficile ed è superiore agli altri tipi di grafia, quanto a regole e modo di scrittura. Uno scrivano non si considera tale se non scrive questo tipo e non eccelle in maniera completa, secondo le regole artistiche. La calligrafia al- Thulth  - nella sua natura – permette allo scrivano una differenziazione nella sua composizione e nella sua collocazione nel quadro o nella forma in cui la scrive.[1]

 

4-al-Kufi,   : الخط الكوفي si scrive – generalmente – con linee dritte e con angoli acuti – di essa si hanno innumerevoli tipi: tra essi la “cufica dei libri” e la “cufica architettonica” (essa si differenzia da un periodo all’altro e da un paese all’altro). Gli scrivani si sono già differenziati nella cufica architettonica, per armonizzare la forma edile all’edificio che usa la grafia per il suo abbellimento.

 

5-al-Diwani  :  الخط الدِّيواني  fu inventata dai Turchi ottomani per la scrittura dei decreti e delle lettere indirizzate ai paesi stranieri. Attualmente si scrivono, talvolta, i diplomi di studio, gli elementi decorativi e, a volte, i versi della poesia che racchiudono alcune massime.

 

 

6-al-Maghribi : الخط المغربي  è diffusa in Marocco, in Tunisia ed in Algeria. Era già usata in Spagna e deriva dalla grafia cufica antica. Gli scrivani, con questa grafia, hanno una grande libertà.[2]

 

 

 

7-al- Farisi  : الخط الفارسي era conosciuta in alcuni paesi islamici e si usa, talvolta, nei paesi arabi in alcune scritture ufficiali per i diplomi onorifici ed i certificati di studio, distinguendosi per la snellezza e l’eleganza.

 

 

 

8-al-Hurr aw al-mubtakar (la calligrafia  libera o innovativa ): الخط الحُرّ أو المُبتكر  E’ apparsa in epoca recente – nei giornali e nelle riviste – è un tipo nuovo dalle linee originali, che si differenzia molto dai tipi di grafia araba trasmessi in eredità. Questo tipo è un mezzo espressivo di modelli artistici e si completa con gli elementi sui quali si scrive, attirandone gli sguardi. Si usa, parecchio, negli annunci promozionali turistici, negli annunci giornalistici, nelle vetrine dei locali commerciali, negli impianti e nei prodotti industriali, come pure risponde ai dati automatizzati (computer) che realizzano un disegno delle forme delle lettere con i punti.[3]

Certamente la nascita di innumerevoli scritture e la loro rispondenza ai bisogni dell’epoca della macchina è un nuovo sintomo del dinamismo della grafia araba e della sua flessibilità, ed è un ulteriore sintomo del fatto che la scrittura araba non cessa – come è sempre
stato – di esprimere la civiltà dell’epoca in cui essa vive.[4]


Kegham Jamil Boloyan

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

[1] AA.VV. Al-kitāb al-asāsī  fī  ta΄līm al-luġa al-‘arabbiyyah li ġayr al-naṭiqīna bihā, ( Il libro fondamentale per insegnare la lingua araba ai non arabi  ) , II Ed. Tunisi , 1992. pp . 113- 114.

[2] Ibidem .

[3] Ibidem , p. 116.

[4] Ibidem . p. 117.

 

 

 
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