Lo scrittore egiziano Yusuf al-Siba‘i (1917-1978)

 

Yusuf Muhammad Muhammad  ‘Abd el- Wahab al-Siba’i , fu uno scrittore e ministro egiziano. Al-Siba’i conseguì il diploma presso l’Accademia Militare egiziana nel 1937. Da allora, assunse diverse posizioni, tra cui quella di insegnante presso l’Accademia Militare egiziana.

Nel 1940, insegnò presso il Corpo di Cavalleria in Accademia e più tardi nel 1943 divenne professore di storia militare, fu poi nominato direttore del Museo Militare nel 1949, ottenendo il grado di generale di brigata.

 

 

Divenne ministro della cultura nel 1973, presidente della fondazione “al-Ahram”  e capo del Sindacato dei giornalisti egiziani. Scrisse 22 racconti e decine di romanzi, l’ultimo dei quali “ al- ‘umr lahza” (La vita è un attimo) nel 1973.

Al-Siba‘i fu considerato come uno scrittore unico e un politico intelligente e sofisticato. Fu il capo redattore di alcune riviste egiziane tra cui “Al-Risala al-Gadiyya”, “Akher Sa’a” e “al-Musawar”  in aggiunta al quotidiano “al-Ahram”.

Le opere di al-Siba‘i erano best-sellers. I suoi romanzi sono stati adattati in molti film che sono stati descritti dai critici come più importanti dei romanzi stessi. Tuttavia, l’importanza del suo lavoro ha cominciato a diminuire soprattutto quando il lavoro di Naghib Mahfouz ha iniziato ad attirare l’attenzione della critica.

Anche se molti critici hanno evitato di riferirsi al suo lavoro come la fine dell’era romantica nella letteratura egiziana, in quanto toccava le esigenze di una specifica fascia di età di giovani lettori, uno scrittore egiziano ha descritto il lavoro di al-Siba‘i  come il più realistico e simbolico.

Nell’introduzione al suo libro “Yusuf al-Siba‘i: Il cavaliere del Romanticismo», Mursi Sa’d Eddin afferma che al-Siba’i non era solo uno scrittore romantico ma uno che esprimeva una visione politica e sociale nella sua descrizione degli eventi in Egitto.

Inoltre, Lotus ‘Abdel Karim sostiene che il ruolo di al-Siba’i nella cultura egiziana è di non minore importanza del suo ruolo di scrittore e fa riferimento alla descrizione del critico egiziano Dr. Muhammad Mandour per cui Siba’i “non è uno scrittore che si isola in una torre d’avorio, ma un uomo che va nei mercati e passeggia tra i vicoli e le strade “.

Yusuf al-Siba‘i è considerato come un fenomeno nella vita culturale egiziana. Tuttavia, i critici evitano di trattare il suo lavoro come un’opera di salvataggio degli storici della letteratura. Al giorno d’oggi, il suo nome è menzionato limitatamente alle versioni cinematografiche dei suoi lavori, tra cui “Inni Rahila” (Vado via), “Rudda Qlbi” (Ridammi il mio cuore), “Bayna al-Atlal” (Nelle rovine), Nahnu la nazra’u al-Shawk “
(Noi non seminiamo spine), ” Ardu al-Nifaq “ (La Terra dell’ ipocrisia) e”Al-Saqqa mat”. La televisione egiziana ha anche prodotto una serie TV sulla sua vita intitolato Fares ar-Romansiyya “Il cavaliere romantico”. Fu insignito del Premio di Stato nelle Arti nello stesso anno e gli furono conferite un gran numero di medaglie.

 

 

Fu nominato ministro della cultura da Anwar Sadat, il presidente egiziano di allora e occupò quella posizione fino a quando non fu assassinato a causa del suo sostegno all’iniziativa del presidente
Sadat di stipulare la pace con Israele, dopo la storica visita
presidenziale a Gerusalemme nel 1977. Al-Siba’i fu assassinato mentre assisteva a una conferenza afro-asiatica a Cipro il 18 febbraio 1978.

 

Cfr:

http://pt.infobiografias.com/biografia/32414/Yusuf-al–Siba%C2%B4i.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Yusuf_Sibai

Irene Arnesano

A cura del

Centro Studi e Ricerche di orientalistica

 

 

 
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