I Drusi

 

Il termine drusi è utilizzato per indicare gli appartenenti a un gruppo etnoreligioso costituito dai seguaci di una religione monoteista di derivazione musulmana sciita.

L’etimologia della parola deriva dall’egiziano al-Darazī. Egli fu uno dei primi esponenti di una nuova dottrina riformista originatasi in Egitto agli inizi dell’XI secolo, all’interno della corrente ismailita, allorché alcuni teologi dichiararono che l’allora regnante imam fatimide al-Hakim era una figura divina. I drusi stessi lo considerano comunque un eretico.

 

 

I drusi si riferiscono a loro stessi come muwaḥḥidūn (“unitariani”) e considerano padre spirituale e fondatore il profeta preislamico Shu’ayb, da essi identificato nel biblico Ietro, il suocero di Mosè. Il luogo identificato come la sua tomba, presso Hittin, è considerato sacro. Il 25 aprile di ogni anno vi si tiene un’assemblea della comunità drusa.

Considerati dai musulmani perlopiù eretici o infedeli, sono stati oggetto di persecuzioni già a partire dal regno del fatimide al-Zahir, figlio e successore di al-Hakim. Questo li portò a cercare e trovare rifugio in Libano , nella Siria meridionale,  in Cisgiordania e in Giordania.

La dottrina drusa è piuttosto complessa perché accoglie elementi dell’Islam, del Giudaismo, dell’Induismo e del Cristianesimo, sostenendo la fede in un principio divino, l’ʿaql al-faʿʿāl (intelletto attivo). Lʿaql può manifestarsi in forma umana e secondo la comunità drusa l’ultima di queste manifestazioni si è avuta appunto nell’Imām-califfo al-Hākim, nell’XI secolo.

È una religione che corre rischi di sopravvivenza perché dal 1043 è stata dichiarata chiusa la “porta dell’adesione”, quindi solo chi è figlio di drusi può essere considerato parte della setta. Poiché praticano la monogamia e sono stati continuamente perseguitati in buona parte della loro storia, il loro numero sta diminuendo.

I drusi credono nella trasmigrazione delle anime dopo la morte, cioè nella metempsicosi, ma tutto il loro credo è circondato da un alone di mistero, perché la parte fondamentale delle loro concezioni dottrinarie è caratterizzata da un accentuato esoterismo ed è quindi rivelata con grande circospezione solo a chi sia ritenuto pronto e degno d’accoglierla da un maestro di grado superiore.

 

 

Non è più accreditata invece l’ipotesi che metteva in dubbio l’origine islamica ismailita del movimento adducendo l’argomentazione che i drusi, per il fatto di costituire un’eterodossia piccola e senza particolare forza politica o economica, si sarebbero spacciati come seguaci di un movimento con una base islamica, sia pur ampiamente modificata, per sfuggire alle repressioni islamiche.

Per i drusi Dio è talmente sacro che non si può nominare. Essi venerano il Nuovo Testamento ed il Corano ma leggono anche le proprie scritture nei luoghi di riunione, detti Khalwa.

 

 

 

Cfr:

http://fiammanirenstein.com/articoli.asp?Categoria=1&Id=4

http://www.treccani.it/enciclopedia/drusi/

https://it.wikipedia.org/wiki/Drusi

http://www.instoria.it/home/drusi_libano.htm

 

A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 
This entry was posted in Popoli. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento