La regista egiziana Inas el-Degheidi

 

Inas el-Degheidi è una regista egiziana. È stata cresciuta da un padre di grande temperamento, che ha avuto una grande influenza nella sua vita e che l’ha portata a scrivere per mostrare le contraddizioni che gli egiziani affrontano nella vita. I suoi film trattano di controverse problematiche sociali in modo esplicito, cosa che le rende difficili da digerire da una società di principi e valori tradizionali. 

Inas el-Degheidi è nata al Cairo nel 1953 ed è una degli otto figli di una famiglia conservatrice di classe media. Suo padre le insegnò l’arabo. Si laureò all’Istituto del Cinema nel 1975 e diresse il suo primo film `Afwan ayuha al-qanun (Scusami, oh Legge!) nel 1985.

 

 

La trama del film tratta la storia di una giovane donna,  Houda, professoressa universitaria. Si sposa per amore con il dottore ‘Ali,  un uomo impotente a causa di un problema psicologico.

Lui è il figlio unico di un uomo molto ricco che lo ha viziato tanto. Quando si rivolge ad uno psichiatra per essere curato, quest’ultimo gli diagnostica un complesso che ha radici nella fase della sua infanzia, nel momento in cui ha testimoniato il tradimento della sua matrigna nei confronti del padre. Quindi, dopo essere guarito, ‘Ali comincia ad avere una relazione con Lubna’, la moglie del direttore della casa editrice dove pubblica le sue opere.

La moglie Houda li coglie in flagrante nella camera da letto e uccide il marito sparandogli. Dopo aver commesso il delitto, tenta di scappare ma ha un incidente automobilistico. L’avvocato donna ‘Innayat prende la sua difesa, mentre il suocero di Houda fa di tutto per incolparla, pagando degli avvocati importanti.

Houda viene condannata a 15 anni di carcere. È qui che si rivela il messaggio del film, ossia l’ipocrisia della legge che applica la distinzione tra uomo e donna per ciò che riguarda le questioni d’onore. Il film è interpretato da Najla’ Fathi, Mahmud ‘Abd al-‘Aziz , Laylà Taher , Sayyed Zayyan e Hayathem.

 

 

Tra i suoi film si ricordano :

  • `Afwan ayuha al-qanun (Scusami, oh Legge!), 1985;
  • al-Tahhadi (La Sfida), 1988;
  •  Zaman al-mammnu` (Epoca del Proibito), 1988;
  • Imra`a wahida la takfi (Una donna sola non è sufficiente), 1990;
  •  Qadiyat Samiha Badran (La Questione di  Samiha Badran), 1992;
  • al-Qatila (L’assassina), 1992;
  •  Discu disku (Disco, Disco), 1993;
  • Lahm rakhis (Carne a buon mercato), 1994;
  • Istakoza (Aragosta), 1996;
  • Dantilla (Pizzo), 1998 ;
  •  Kalam al-layl (Le Chiacchiere notturne), 1999;
  •  al-Warda al-hamra (La Rosa Rossa), 2000;
  • Mudhakkarat murahiqa (Diario di una ragazza adolescente), 2001;
  • Al-Bahithat `an al-huriya (Le Ricercatrici della libertà ), 2004.

 

 

Maryam Boloyan

A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 
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