“Il pane nudo” (al-Khubz al-Hafi) di Mohamed Choukri.

 

Il pane nudo è un film drammatico del 2005 (uscito nelle sale italiane il 12 maggio 2006) diretto dal regista algerino Rachid Benhadj, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore marocchino Mohamed Choukri.

È una coproduzione marocco-algero-italo-francese. La prima mondiale è stata tenuta ad Algeri, città natale del regista (domenica 10 luglio 2005, sala Ibn Zeydoun) ed a Casablanca (giovedì 21 luglio 2005, cinema Lynx, a margine del primo festival di Casablanca), in omaggio allo scrittore marocchino.

 

 

Successivamente, il film è stato presentato al Festival internazionale del Cairo, dove ha destato molto interesse perché anche in Egitto, come in molti altri paesi arabi, il romanzo di Choukri è censurato.

Il regista ha lavorato a lungo in collaborazione con lo scrittore, che era estremamente diffidente e già aveva bloccato altri progetti di riduzione cinematografica per dissensi con gli autori. La collaborazione è continuata fino a poco prima della morte di Choukri, avvenuta nel 2003.

Il romanzo, di tipo autobiografico, racconta l’infanzia e l’adolescenza di Mohamed, che vive nel mondo violento della strada e fa la conoscenza di ogni forma di vizio e di delinquenza, fuggendo da un padre ubriacone ed abusivo e ritrovandosi con compagni e compagne nella sua stessa condizione, con cui intreccia legami intensi anche se effimeri, nel timore di ricreare una famiglia come quella da cui è fuggito.

Lo stesso regista compare nel film in veste di attore, nel ruolo di Hamid, un nazionalista marocchino, compagno di prigione di Mohamed, che gli fa scoprire l’incanto della letteratura e gli insegna le prime due lettere dell’alfabeto arabo, ‘alif e bā’, che insieme formano la parola ab “padre”.

Questo incontro con la scrittura sarà determinante per lui, che fino ad allora era totalmente analfabeta e che a 20 anni comincerà a studiare, divenendo poi maestro e, in seguito, romanziere. Trattandosi di una coproduzione, con un cast misto, il film è stato realizzato contemporaneamente in più lingue, e ogni attore recitava nella sua[3]. A giudizio del pubblico arabofono, il marcato accento algerino di Benhadj sarebbe stato in contrasto con il ruolo di un nazionalista marocchino da lui interpretato.

Al di là di questa e di altre minori imperfezioni marginali (come l’ambientazione a Casablanca e a Rabat anziché a Tangeri, Tétouan e Larache) , il film ha destato notevoli consensi sia per l’aderenza al testo originale sia per la brillante interpretazione degli attori (in particolare, l’italiana Marzia Tedeschi, nel ruolo di Sallafa, amante del protagonista, rasata a zero da un amante precedente), sia per la colonna sonora dell’algerino Safy Boutella (Pirmasens, 1950), formata da 18 brani che uniscono in un impasto originale sonorità, ritmi e strumenti nord-africani, europei, sudamericani e statunitensi.

 

Mohamed Choukri (1935 – 2003) è stato uno scrittore marocchino, candidato per due volte al Premio Nobel per la letteratura.

Choukri nacque a Ayt Chiker, un piccolo e sperduto villaggio del Rif (una regione del Marocco settentrionale), il 15 luglio del 1935 da una poverissima famiglia di etnia berbera. Ancora molto piccolo, si trasferí con la propria famiglia in città, dapprima a Tétouan ed in seguito a Tangeri, con la speranza di trovare uno stile di vita più dignitoso.

Fuggì, ancora ragazzino, dal padre despota e violento, diventando di fatto un bambino di strada, tanto che, fino all’età di 20 anni, non sapeva leggere né scrivere. Nel 1956 frequentò la scuola elementare a Larache, diventando poi egli stesso maestro elementare.

Negli anni sessanta conobbe Paul Bowles, Jean Genet e Tennessee Williams. Nel 1966 pubblicò il suo primo romanzo Violenza sulla spiaggia (Al-Unf ala al-shati). Il successo a livello internazionale arrivò nel 1973 con Il pane nudo (al-Khubz al-Hafi), che venne pubblicato nella traduzione inglese di Paul Bowles (For Bread Alone, 1973) e in quella francese di Tahar Ben Jelloun (Le pain nu, 1980) prima ancora che nell’originale arabo (1982).

E alla sua uscita in Marocco venne ben presto censurato e vietato fino al 2000. Si tratta infatti di un racconto autobiografico crudo e disincantato di una infanzia e prima giovinezza trascorse in ambienti di estremo degrado sociale e morale, con descrizioni esplicite di ogni genere di vizio e turpitudine, dalle frequentazioni di prostitute, pederasti e prosseneti alla consumazione di alcol e droghe, alla delinquenza spicciola per sopravvivere, il tutto in un contesto in cui la violenza e la sopraffazione sono la regola.

Il pane nudo costituisce la prima parte di una sorta di “trilogia” autobiografica, cui fanno seguito Il tempo degli errori (Zaman Al-Akhtaâ, 1992) e Facce (Wujuh, 2000). Choukri morì di cancro il 15 novembre 2003 all’ospedale militare di Rabat e venne seppellito 2 giorni dopo al cimitero Marshan di Tangeri. È del 2005 il film Il pane nudo del regista algerino Rachid Benhadj tratto dall’omonimo romanzo di Choukri.

Opere

Violenza sulla spiaggia (Al-Unf ala al-shati, 1966)

Il pane nudo (al-Khubz al-Hafi, 1973)

Il folle delle rose (Majnoun Al-Ward, 1980)

La tenda (Al-Khaima, 1985)

Jean Genet e Tennessee Williams a Tangeri (1992)

Il tempo degli errori (Zaman Al-Akhtaâ, 1992)

Soco Chico (1996)

Facce (1996)

Cfr:

https://ar.wikipedia.org/wiki/%D8%A7%D9%84%D8%AE%D8%A8%D8%B2_%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%A7%D9%81%D9%8A

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_pane_nudo_(film)

  A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 
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