I Maroniti del Monte Libano (parte II).

 

Attualmente le comunità maronite vivono soprattutto in Libano e Siria, tuttavia a causa di continue diaspore, numerosi gruppi sono presenti anche in Palestina, Israele, Cipro, Argentina, Brasile, Stati Uniti, Canada, Australia, Francia, Regno Unito, Germania, Benelux, Spagna, Italia, Svezia, Egitto, Nigeria, Costa d’Avorio, Ghana, Liberia, Sierra Leone e Sud Africa.

La lingua prevalentemente diffusa è l’Arabo siro-libanese ma  durante le liturgie religiose viene utilizzato il Siriaco che, derivando dall’Aramaico, rappresenta l’idioma storico dei Maroniti. L’attuale sede del Patriarcato Maronita di Antiochia è a Bkerke, in Libano.

 

 

Il Patriarca viene eletto da un gruppo di vescovi maroniti e chiede il riconoscimento ecclesiastico al Papa prima di salire al trono. La Chiesa Maronita riconosce l’autorità di quella romana ma possiede forme rituali differenti.

Le preghiere e le liturgie utilizzate durante le cerimonie conservano aspetti appartenenti all’Antico e al Nuovo Testamento; il celibato non è un atto obbligatorio e a monaci e suore è permesso vivere negli stessi edifici.

Assieme alle tradizionali ricorrenze cristiane come il Natale e la Pasqua molto importante è il giorno di San Marone che viene festeggiato il 9 febbraio. I Maroniti siriani e libanesi vivono in comunità situate tra gli isolati territori del Monte Libano; durante il corso della storia numerose faide hanno portato i vari clan a scontrarsi ferocemente tra loro e a mantenere un forte istinto di auto-protezione sociale e territoriale.

La famiglia è intesa come un gruppo esteso in cui tutti mantengono un rapporto di fiducia reciproca; i matrimoni tra persone di fedi diverse sono consentiti ma il divorzio è vietato per legge. L’abbigliamento usuale è in linea con le mode occidentali, tuttavia i membri più devoti delle comunità continuano ad indossare gli abiti tradizionali.

La lavorazione della seta è l’attività tipica dei Maroniti, ad essa si affiancano mestieri quali la costruzione di cesti in vimini, l’arte della ceramica, il ricamo, la soffiatura del vetro, l’oreficeria e la lavorazione del rame e altri metalli.

La cucina unisce ricette appartenenti alla tradizione orientale e mediterranea; il tè e il caffè sono le bevande principali  e durante i pranzi e le cene le carni, soprattutto d’agnello, sono associate a cipolle, spezie e riso.

Molto popolare è l’“arak”, un liquore a base di anice. I Maroniti amano passare il tempo libero con i giochi da tavolo il “Tawleh” (“tavolo” O (Tric-Trac ). La tradizione artistico-culturale è rivolta sostanzialmente all’ambito ecclesiastico, ciononostante, al di fuori di esso, è possibile riscontrare una
propensione per la poesia di cui è esempio il poeta libanese Khalil Gibran. Di origini maronite è anche il famoso cantante canadese Paul Anka i cui genitori erano originari della comunità di Kafrmishki in Libano.

Michele Varone

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

Cfr:

http://web.cheapnet.it/sanhardini/maroniti.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_maronita

http://www.treccani.it/enciclopedia/maroniti/

https://en.wikipedia.org/wiki/Maronites

https://en.wikipedia.org/wiki/Maronite_Church

http://maronitemonks.org/wp/

http://www.everyculture.com/wc/Japan-to-Mali/Maronites.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Maronite_Christianity_in_Lebanon

 

 
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