L’arte di Gibran negli Emirati Arabi

 

Lo scorso 7 ottobre è stata inaugurata a Sharjah (al-Šāriqah), negli Emirati Arabi Uniti, la mostra Drawings of Gibran: A Humane Perspective (Disegni di Gibran: una prospettiva umanitaria). Le opere del poeta-pittore libanese Kahlil Gibran (Ǧubrān Ḫalīl Ǧubrān, 1883-1931) saranno esposte fino al 10 dicembre 2015 presso lo Sharjah Art Museum, che propone ai visitatori (adulti, studenti e bambini) anche un ricco workshop di attività legate all’iniziativa.

Il titolo dell’evento – organizzato in collaborazione con il Gibran National Committe (Beirut), il cui direttore Tarek Chidiac ha presenziato la cerimonia inaugurale – suona in realtà leggermente fuorviante.

 

La mostra di Sharjah non si limita infatti ai soli disegni a carboncino, ma annovera anche tempere, acquerelli, oli su carta e su tela provenienti dal Gibran Museum di Bisharri (Bišarrī), villaggio natale dell’autore: una cinquantina di pezzi in tutto, inclusi alcuni manoscritti originali, la tavolozza adoperata dall’artista, i pennelli e i tubetti di colore.

Gli organizzatori avevano annunciato nel comunicato stampa di presentazione che la mostra avrebbe fornito «la rara opportunità di ammirare le opere d’arte di uno dei più celebri pittori e scrittori del XX secolo», permettendo al pubblico di cogliere appieno «la sua spiritualità e il suo messaggio universale di fratellanza e di pace».

Al di là della nobiltà degli intenti, la selezione dei disegni e dei dipinti appare tuttavia quantomeno insolita. Il soggetto figurativo privilegiato da Gibran era infatti il nudo (femminile e maschile) –«perché la vita è nuda, un corpo nudo è il più vero e il più nobile simbolo della vita» sosteneva –, ma i visitatori della mostra potranno vedere soltanto una nutrita serie di cupe figure velate o incappucciate (che non costituiscono che un’esigua e poco significativa minoranza dell’opera artistica dell’autore, che conta, solo nel museo di Bisharri, oltre 400 lavori, secondo quanto riferito dal suo attuale direttore, lo studioso Joseph Geagea) e perfino qualche paesaggio (il pittore ne realizzò pochissimi, ma si tratta di tentativi assai modesti e malriusciti).

 

 

Gibran, emigrato a New York, confidò una volta alla sua mecenate americana Mary Haskell: «Uno dei miei sogni più grandi è proprio questo: da qualche parte, una collezione delle mie opere esposte tutte insieme in una grande città, dove le persone possano ammirarle e forse amarle». Purtroppo, almeno per questa volta, i suoi veri capolavori resteranno sconosciuti al pubblico emiratino.

L’artista era del resto ben avvezzo alla censura, sin dai tempi delle sue prime mostre allestite nella Boston puritana d’inizio Novecento. Le parole che rivolse cent’anni or sono ai suoi censori risulterebbero oggi fin troppo indulgenti: «Quando un mio disegno causa disagio a qualcuno, nello spirito o nel corpo, è per me fonte di dolore e di infelicità.

Non si può insegnare la castità del nudo. Bisogna scoprirla da sé. Non possiamo condurre gli altri al cuore della vita. Ognuno deve andarci da solo e per conto proprio. Ciò che la gente avverte o pensa fa parte della vita, e della vita bisogna accettare tutto. La radice di un albero non è più in basso del suo ramo più alto».

 

Bibliografia essenziale

- Beloved Prophet: The Love Letters of Kahlil Gibran and Mary Haskell and Her Private Journal, edited by V. Hilu, Knopf, New York 1972 (ed. It: Mio amato profeta. Lettere d’amore di Kahlil Gibran e Mary Haskell, a cura di V. Hilu, introduzione di I. Farinelli, Edizioni Paoline, Milano 2007).

- W. Kayrouz, Gibran in His Museum [Ǧubrān fī matḥafuhu], trans. A. Murr, Bacharia, Jounieh 1995.

- K. Gibran, Venti disegni, a cura di F. Medici, con un saggio di A. Raphael, introduzione di E. Scognamiglio, postfazione di C. Ferrari, con due scritti del Poeta, Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2006.

- F. Medici, Kahlil Gibran. Parlaci della bellezza. Su “Venti disegni”, «FMR», 26 (luglio-agosto), 2008, pp. 101-115 (https://www.academia.edu/12963797/Francesco_Medici_Kahlil_Gibran._Parlaci_della_bellezza._Su_Venti_disegni_FMR_26_luglio-agosto_2008_pp._101_115)

- F. Medici, Storia del Museo Gibran, Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, 24 giugno 2013 (http://www.orientalistica.it/?p=3707#more-3707).

- K. Gibran, Il profeta e il bambino, inediti e testimonianze raccolti e tradotti da F. Medici, Editrice La Scuola, Brescia 2013.

 

Sitografia

- Sharjah Art Museum, Drawings of Gibran: A Humane Perspective:

http://www.sharjahmuseums.ae/Events/Khalil-Gibran-exhibition.aspx

http://gibranexhibitions.com/

- Workshop della mostra (pdf):

http://www.sharjahmuseums.ae/Events/KahlilFlyerLR.aspx

- Gibran National Committee (GNC) websites:

www.gibrankhalilgibran.org

www.gibrankahlilgibran.com

- Bananapook, Why doesn’t anyone discuss Khalil Gibran’s Paintings?, «Art. Design. Beirut.», March 2015 (http://www.bananapook.com/2015/03/Khalil-Gibran-Paintings.html).

 

Francesco Medici

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 
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