I Mercati di Aleppo 2

 

Aleppo vanta i più bei mercati delle città orientali arabe islamiche: essi sono, infatti, connotati dalla bellissima impronta urbanistica; pieni di finestre assicurano luce e aria e trasmettono un senso di sicurezza, in un’atmosfera piacevole che protegge dal caldo estivo e dalla pioggia e dal freddo invernale.

 

Il Nuovo Mercato Istanbul,  سوق اسطنبول الجديد(suq Istambul al-jadid), occupa uno dei più importanti ingressi della città nella parte settentrionale; è chiamato anche “il Mercato delle Donne,سوق النسوان . E’ il mercato che raccoglie le preferenze delle donne che si apprestano alla visita della Madina; l’ingresso della Grande Moschea, nella parte orientale, si trova al suo centro.

L’attività principale del mercato è la vendita di stoffe e suoi derivati, oltre a negozi di abbigliamento di diverso tipo. Al suo interno ci sono 91 negozi.

 

 

 Il mercato dei calzolai, سوق الصرماياتية  (suq al Srmayatieh),chiamato anche Mercato delle Suole,سوق النعال(suq al Ni‘al)  oسوق القوافين  )Mercato al-Qawafin) è adiacente alla parete sud della Grande Moschea.

L’attività commerciale principale continua ad essere la vendita di scarpe tradizionali, in particolare delle scarpe rosse che hanno reso famosa Aleppo per la loro produzione. Questo mercato si distingue per le piccole dimensioni delle sue botteghe che insieme a quelle del Mercato delle Corde sono 88.

Il Mercato delle Corde,   سوق الحبال(Suq al-Hibal), si estende ad est del Mercato dei Calzolai ed è noto per il suo commercio di corde. Si distingue per le piccole dimensioni delle sue botteghe che insieme a quelle del Mercato dei Calzolai arrivano ad 88.

Il nome “Mercato delle Corde” è stato dato anche al mercato che si trova di fronte alla Locanda delle Corde (Locanda Francia). E’ composto da 49 botteghe che sono note per il loro commercio di tele e corde.

Il Mercato di al-Batiya, سوق الباتية(suq al Batiyah), si trova subito a sud del Mercato delle Corde ed è ad esso parallelo. La sua attività principale è il commercio di stoffe. Il numero dei negozi al suo interno arriva a 50.

Il Mercato Antico,سوق العتيق  (suq al-‘Atiq), si estende ad ovest del Mercato di al-Batiya e presenta caratteri simili a quelli del Mercato delle Corde. La sua attività principale è il commercio di pelli grezze ed arriva a contenere 48 negozi.

Il Mercato del Pioppo,سوق الحور   (suq al-Hur), deriva il suo nome  dal fatto che era specializzato nella vendita di legno di alberi di pioppo prima di abbandonare questo importante commercio. Il numero di negozi al suo interno arriva a 44.

Il Mercato dei Venditori di Pellicce,الفرايين  سوق (suq al-Farayyin), si trova al centro dell’ingresso principale della città nella parte meridionale; il nome è legato alla Locanda dei Venditori di Pellicce adiacente al mercato. Il numero di negozi al suo interno arriva a 77.

Il Mercato dell’Hammam, سوق الحمام  (suq al-Hammam), in origine era un hammam chiamato Hammam al-Daliya,حمام الدلية  , il che giustifica la sua struttura interna che indica chiaramente che le botteghe ora esistenti non erano altro che le cabine al-Uastany e al-Jawany. Il Mercato dell’Hammam è specializzato nel commercio di tessuti e il numero di negozi al suo interno arriva a 26.

Il Mercato Marcopoli,  سوق ماركوبوليo, Mercupli in dialetto aleppino, è un mercato che si ricollega al Mercato dei Profumieri nella parte nord con l’ingresso della Locanda Superiore nella parte sud. E’ rinomato per il commercio di tessuti e il numero di negozi al suo interno arriva a 29.

Il Mercato della Stoffa,سوق الجوخ  , è adiacente alla Locanda Superiore nella parte nord ed è noto per il suo commercio di tessuti. Questo mercato si distingue per la sua ampiezza e per il suo rigido ordine. Il numero di negozi al suo interno arriva a 40.

 

 

L’Antico Mercato Istanbul,  سوق اسطنبول العتيق(suq Istanbul al-‘Atiq), prende la forma della lettera L, la cui linea corta si riversa sul Mercato dei Profumieri, mentre quella lunga sul Mercato della Locanda dei Ramai. Le sue botteghe sono note per il commercio di tessuti femminili.

Il Mercato ha un nuovo nome attribuito dal pubblico comune che è Mercato Favorisci (rivolto alla donna)  سوق تفضلي (suq tfadali), legato alle numerose frasi di invito che accompagnano la vendita per attirare l’attenzione delle donne che passeggiano per il mercato.

E’ bene ricordare che le botteghe di questo mercato non  vengono chiuse, ma è il mercato che di sera chiude i suoi due ingressi di modo che gli articoli dei mercanti e tutti i loro effetti personali rimangono lì fino alla mattina del giorno successivo. Il numero di negozi all’interno del mercato arriva a 38.

Il Mercato di Damasco,  سوق الشام(suq al-Sham), è adiacente alla Locanda dei Rigattieri nella parte nord ed è noto per il commercio di tessuti. Il numero di negozi al suo interno arriva a 38.

 

Il Mercato della Dogana,  سوق الجمرك (suq al-Jumruk),  è adiacente nella parte nord alla Locanda della Dogana alla quale si può accedere dal centro del mercato. Le sue botteghe sono note per il commercio di tessuti e il numero di negozi al suo interno arriva a 55.

Il Mercato della Locanda della Seta, سوق خان الحرير  (suq Khan al-Harir), costituisce uno degli ingressi nella Madina nella parte nord; la maggior parte della struttura non è coperta. Le sue botteghe sono note per il commercio di tessuti e il numero di negozi al suo interno arriva a 43.

Il Mercato dei Fabbri, سوق الحدادين  (suq al-Haddadin),  costituisce uno degli ingressi nella Madina nella parte nord e si sviluppa lungo la parete ovest della Grande Moschea.

L’attività principale nel mercato è la lavorazione del ferro arabo, così come la produzione di asce, scalpelli, chiodi (tanto che in passato il mercato veniva chiamato Mercato dei chiodiسوق المسامير (suq al-Masamir), oltre a recipienti come piatti, bidoni, lattine, ecc. il numero di negozi al suo interno arriva a 37.

Il Mercato di Arsan Dada, سوق ارسلان دادا , chiamato anche Mercato di Aslan Dada, دادا اصلان dal nome del costruttore della vicina moschea, costituisce uno degli ingressi a nord nella Madina. E’ adiacente al muro orientale della Locanda del Sapone ed è noto per il commercio di tessuti e pellami. Il numero di negozi al suo interno arriva a 33.

Il Mercato della Locanda dei Ramai,سوق خان النحاسين ,(suq Khan al-Nahasin)  chiamato anche Mercato del Tostato, سوق المحمص (suq al-mhamas), Dà accesso alle Locande dei Ramai, del Burgul (grano macinato e bollito) e dell’Abbaside. Solo la parte nord è coperta. Le sue botteghe sono note per il commercio di calzature aleppine sia moderne che tradizionali. Il numero di negozi al suo interno arriva a 84.

 

 

 Il Mercatino Sweqet ‘Ali,  سويقة عليè ampiamente noto col nome Mercatino; si trova nell’antica città di Aleppo e la sua costruzione risale all’epoca bizantina, nel V secolo d.C. La parola sweqah significa piccolo mercato del quartiere.

Il Mercatino ricopriva un ruolo commerciale importante nel XVIII secolo ed era aperto a grandi commerci. Comprende numerose locande, mercati coperti, magazzini, hammam e una moschea. Sin dagli anni ’50, il Mercatino si è specializzato nella vendita di vasi (anche in cristallo), pettini lavorati in osso e utensili domestici in legno. Alcune famiglie ebree  importavano articoli tedeschi per poi venderli in questo mercato.

Il Mercatino si distingue per la sua natura particolare e si ricollega ai mercati dell’antica Madina di Aleppo mantenendo inalterata al sua estensione. Il Mercatino Ali, nella sua estremità settentrionale, (che si trova ad una distanza di 250 metri dai mercati dell’antica Madina) si dirama in diverse sezioni che formano mercati specializzati nella produzione di scarpe, prodotti tradizionali e giochi.

Si è cercato di descrivere in maniera quanto più dettagliata possibile i numerosi mercati nell’antica Madina di Aleppo, in maniera da rievocare nella mente del lettore l’immagine del grande splendore economico della Siria, del cuore pulsante dei suoi suq pieni di stoffe preziose e colorate, ricolmi di tradizione, di storia e di elementi di culture diverse che si incontrano nel nucleo aleppino.

 

 

Quest’immagine oggi è solo un ricordo, una foto bruciata di cui non restano che macerie. L’incendio scoppiato negli ultimi giorni del settembre 2012 ha distrutto l’eredità culturale e la grande fonte di ricchezza economica di cui Aleppo e la grande Siria erano fieri, insieme a tutti i turisti che da ogni parte del mondo si recavano a visitarli.

L’antica Madina di Aleppo e i suoi mercati erano stati dichiarati dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità nel 1986 e all’indomani dell’incendio, la direttrice Irina Bokova ha dichiarato il suo dispiacere e si è impegnata ad aiutare la Siria nella tutela di quel che resta del suo patrimonio storico culturale.

Segue un articolo del 2 ottobre 2012 relativo proprio al ruolo dell’Unesco in questo scenario di distruzione che purtroppo ancora oggi avvolge la Siria:

«La direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, ha espresso il suo profondo dolore e sconforto per aver appreso dei gravi danni subiti dai mercati dell’antica città di Aleppo a causa dell’incendio esploso nel fine settimana. La direttrice generale ha espresso le sue profonde scuse per la distruzione dei mercati dell’antica Aleppo inseriti della lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

La direttrice generale ha menzionato il sommario degli obblighi che rientrano nella responsabilità della Repubblica Araba Siriana in virtù della firma della Convenzione dell’Aja del 1954 sulla tutela delle proprietà culturali in caso di conflitto armato.

La direttrice generale ha, infatti, rilasciato questa dichiarazione in seguito alla diffusione di notizie che informavano dell’incendio che ha portato alla distruzione di centinaia di negozi nel mercato di Aleppo nel corso degli aspri scontri per il controllo della città.

La direttrice generale ha esposto quanto segue: “Le notizie diffuse riguardo la città di Aleppo sono estremamente dolorose. L’impegno della gente ha già raggiunto il limite massimo a causa del costante stato di ostilità che sta colpendo anche il patrimonio culturale, testimone della storia antica della Repubblica Araba Siriana, una storia che viene guardata con apprezzamento e ammirazione in varie parti del mondo, a suggello dell’intensità di questo forte impegno.”

“I mercati di Aleppo costituiscono il cuore pulsante dell’economia e della società della Repubblica Araba Siriana sin dalla fondazione della città, a testimonianza dell’importanza di Aleppo in qualità di crocevia di culture diverse sin dal secondo millennio a.C.”.

“La Repubblica Araba Siriana è uno degli Stati parti della Convenzione dell’Aja del 1954 sulla tutela delle proprietà culturali in caso di conflitto armato, dove questo accordo riguarda l’impegno nel massimo sforzo possibile per salvaguardare il patrimonio dal flagello della guerra”.

“Per questo imploro tutte le parti affinché impieghino tutti i mezzi possibili per la tutela dei mercati di Aleppo, testimoni della storia dell’umanità, che hanno partecipato attivamente alla crescita della Repubblica Araba Siriana e al suo splendore. Senza dubbio questi mercati ricopriranno anche un ruolo di massima importanza nell’opera di ricostruzione”.

“In via del tutto eccezionale, a favore della Repubblica Araba Siriana l’Unesco ha dichiarato di essere pronta a fornire la sua esperienza e il suo sostegno nella salvaguardia della città di Aleppo e di tutte le proprietà del patrimonio culturale, sperando in tal modo di garantire condizioni di sicurezza.

Si è deciso di inviare in loco una squadra di lavoro per valutare lo stato della situazione e fornire assistenza speciale in caso di emergenza per la salvaguardia di questo patrimonio. L’obiettivo di questa mossa è sia ridurre le conseguenze di questa tragedia che evitare l’aumento dei danni”.

L’antica città di Aleppo rientra tra i sei siti siriani dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità. Tale iscrizione ha avuto luogo nel 1986 in virtù dello stile raro e originale dell’ingegneria architettonica araba che testimonia lo sviluppo culturale, sociale e tecnologico che ha reso nota la città di Aleppo sin dall’epoca dei Mamelucchi».

 

Angela Del Prete

Revisione:  Teresa Filomena

Centro di Ricerche e Studi di Orientalistica

 

 

 

 
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