Abu Hāmid al-Ghazālī (1058 -1111) 2

 

L’opera capitale di Ghazali è Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn (La rinascita, o la rivivificazione, delle scienze religiose), divisa in numerosi libri che configurano una vera e propria enciclopedia del sapere teologico nell’Islam medievale.

Vi sono trattati, in modo sistematico e organicamente organizzato, la giurisprudenza (fiqh), la teologia (kalām) e la mistica ispirata al sufismo. Contiene quattro sezioni principali: un quarto (Rubʿ) è dedicato agli Atti di fede (Rubʿ al-ʿibādāt), un quarto alle Norme di vita quotidiana (Rubʿ al-’Adatāt), un quarto alle Strade della perdizione (Rubʿ al-Muhlikāt) e un ultimo quarto alle Strade della salvezza (Rubʿ al-’Munjiyāt).

 

 

Vi sono trattati, in modo sistematico e organicamente organizzato, la giurisprudenza (fiqh), la teologia (kalām) e la mistica ispirata al sufismo. Contiene quattro sezioni principali: un quarto (Rubʿ) è dedicato agli Atti di fede (Rubʿ al-ʿibādāt), un quarto alle Norme di vita quotidiana (Rubʿ al-’Adatāt), un quarto alle Strade della perdizione (Rubʿ al-Muhlikāt) e un ultimo quarto alle Strade della salvezza (Rubʿ al-’Munjiyāt).

Nei secoli sono stati redatti numerosi commenti ai libri dell’Iḥyāʾ: «Se tutte le scienze islamiche dovessero scomparire, si potrebbero ricreare nuovamente dall’Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn». Di quest’opera al-Ghazali scrisse un ampio riassunto in persiano con il titolo Alchimia della felicità (Kīmyā-ye saʿādat).

Al-Ghazali si distinse anche per i suoi incisivi studi sulla teoria atomistica, che prendendo spunto dalle precedenti teorie greche e indiane, rilevava negli atomi, l’unica sostanza perpetua, presente nell’universo. Nell’opera citata Iḥyāʾ ʿulūm al-dīn, al-Ghazali si pronunciò a favore della medicina, valutata come una disciplina scientifica lodevole, seppur non religiosa, mentre condannò le pratiche astrologiche.

Nei suoi scritti appoggiò l’uso della dissezione e lo sviluppo degli studi di anatomia, in quanto evidenziavano agli occhi dei ricercatori, le meraviglie del creato e quindi l’esistenza e la bontà dell’opera divina. Nel settore della cosmologia al-Ghazali sostenne la teoria, appoggiata dai filosofi medievali e dai teologi, di un universo dal tempo non infinito e avente avuto un inizio, in opposizione ai filosofi greci che ritenevano il contrario.

La sua produzione nel campo della psicologia fu di notevole spessore, basti ricordare i suoi studi sul sé e sui moti psicologici dell’individuo (desideri e rabbie); fu uno dei primi studiosi a suddividere le origini sensoriali, in cinque sensi esterni e in cinque interni (immaginazione, riflessione, pensiero, associazione, dissociazione), di cui cercò di localizzare la sede nel cervello.

Discusse se la conoscenza sia innata o acquisita e delineò le differenze intercorrenti fra animali e uomini, oltre a quelle fra malattia fisica e spirituale.

 

Influenze

L’opera di al-Ghazali ha influito sia sui filosofi musulmani che sui filosofi cristiani del medioevo che cominciarono a conoscerlo dal XI-XII secolo attraverso le traduzioni latine compiute soprattutto in Spagna presso il celebre collegio dei traduttori d Toledo. « Non vi sono dubbi che le opere di al-Ghazali furono tra le prime ad attirare l’attenzione degli studiosi europei »

(Margaret Smith, Al-Ghazali: The Mistic, Londra 1944)

Poi enfatizza

« Il più grande degli scrittori cristiani fu San Tommaso d’Aquino (1225-1274), che studiò gli scrittori arabi ed ammise di esserne grande debitore. Studiò all’Università di Napoli, dove l’influenza della letteratura e della cultura araba al tempo era predominante. »

(Margaret Smith, Al-Ghazali: the Mistic, Londra, 1944)

L’influsso di al-Ghazali è stato comparato con l’opera di San Tommaso d’Aquino per la teologia cristiana, ma i due differiscono grandemente nel metodo e nella fede. Mentre Ghazali respinge i filosofi non islamici come Aristotele e dice di non accettare i loro insegnamenti in base al loro non essere credenti, l’Aquinate considera tutti e incorpora il pensiero greco e latino nella sua filosofia.

 

 

Traduzioni italiane

Abu Hamid al-Ghazali, Scritti scelti, a cura di L. Veccia Vaglieri e R. Rubinacci, UTET, Torino 1970

Abu Hamid al-Ghazali, L’inizio della Retta Guida, a cura di G. Celentano, SITI, Trieste 1989

Abu Hamid al-Ghazali, L’unicità divina e l’abbandono fiducioso, a cura di P. Urizzi, Il Cerchio, Rimini 1995

Abu Hamid al-Ghazali, Il libro della meditazione, a cura di G. Celentano, SITI, Trieste 1988

Abu Hamid al-Ghazali, Lettera al discepolo, a cura di F. Peirone, Ed. Esperienze, Fossano 1972

Abu Hamid al-Ghazali, Lettera a un discepolo, a cura di S. Ciccarello, Sellerio editore, Palermo, 1992

Abu Hamid al-Ghazali, L’amore di Dio, a cura di C. Fabrizi, EMI, Bologna 2004

Abu Hamid al-Ghazali, La perla preziosa. La vita dopo la morte, a cura di T. Villani e P. Dalla Vigna, Mimesis, Milano 2000

Abu Hamid al-Ghazali, Il libro del matrimonio, a cura di Y. Tawfik e R. Rossi Testa, Lindau, Torino 1995

Abu Hamid al-Ghazali, Il concerto mistico e l’estasi, a cura di A. Iacovella, Il leone verde, Torino 1999

Abu Hamid al-Ghazali, La vigilanza e l’esame di coscienza, a cura di M. A. Golfetto, Il leone verde, Torino 2005

Abu Hamid al-Ghazali, La bilancia dell’azione, a cura di Massimo Campanini, UTET, Torino 2005

Abu Hamid al-Ghazali, Le meraviglie del cuore, a cura di I. Peta, Il leone verde, Torino 2006

Abu Hamid al-Ghazali, Le perle del Corano, a cura d M. Campanini, Rizzoli-BUR, Milano 2000

Abu Hamid al-Ghazali, Una brillante confutazione della divinità di Gesù sulla base del testo del Vangelo, Mimesis, Milano 2007

Abu Hamid al-Ghazali, Trattato sul Destino, Mimesis, Milano 2009

Abu Hamid al-Ghazali, La Nicchia delle Luci a cura di Laura Veccia Vaglieri e Roberto Rubinacci; Tea edizioni (prima edizione Tea 1989)

Bibliografia
Paolo Nicelli, Al-Ghazâlî. Pensatore e maestro spirituale, Milano, Jaca Book, 2013.

Paolo Nicelli, Al-Ghazali: Theologian and Spiritual Master, Encounter, 283 a. (2002) Rom, 35 S. 11089. HAMBURGER, Mechthild (Red. www.interrel.de/biblio12.htm – 353k.

 

Cfr: https://it.wikipedia.org/wiki/Al-Ghazali

A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 
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