L’attore egiziano Mahmoud Yassin

 

Mahmoud Yassin è un famoso attore egiziano che può vantare una lunga carriera artistica nel cinema, nel teatro, nella radio e nella televisione.

Noto per il suo affascinante tono di voce, per le sue speciali interpretazioni in lingua araba e per il suo ruolo di commentatore (mu‘alliq-ta‘liq) in eventi nazionali e ufficiali, ha inoltre interpretato ruoli importanti in serie televisive di carattere religioso e storico.

 

 

Mahmoud Yassin nacque nella città di Port Sa’yyd, a 300 km dal Cairo, il 19 febbraio 1941. Una volta terminati gli studi liceali, si trasferì al Cairo per iscriversi alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di ‘Ain Shams dove, nel 1964, conseguì la laurea.

Nell’ottobre dello stesso anno entrò nella compagnia del Teatro Nazionale dove rimase per più di 25 anni. Gli studi universitari non frenarono il suo sogno di diventare un attore e, soprattutto, di entrare a far parte della compagnia del Teatro Nazionale.

Così, una volta laureatosi, partecipò ad un concorso con tale obiettivo ma, sebbene fosse giunto al primo posto in  graduatoria per tre volte consecutive, non venne assunto dalla compagnia.

In quello stesso anno trovò un impiego statale grazie alla sua laurea, ma il sogno del teatro, che non aveva mai smesso di coltivare, lo spinse a licenziarsi, sperando di avviarsi alla carriera artistica.

La Guerra dei Sei Giorni, scoppiata nel 1967, causò una vera e propria crisi intellettuale e spirituale, soprattutto nei giovani.

Mahmoud Yassin, iniziò la sua carriera con la rappresentazione teatrale al-hulum( Il sogno), tratta da un’opera di Mahmoud Salem, con la regia di ‘Abd al-Rahim aZ-zarqani.

A questa seguirono più di 20 rappresentazioni, tra cui: Wtani‘Aka ( Acri la mia patria) ; ‘Audatu al-Gha’ib (Il ritorno dello scomparso); Sulayman al Halbi, al-Khidivi, “Az-zir Salim”; Layla wa’l magnun ( Laylà e il folle).

Mahmoud Yassin, tra il 1989 ed il 1991 (anno in cui rassegnò le sue dimissioni), ricoprì anche il ruolo di direttore del Teatro Nazionale, con il sostegno del Ministero della Cultura egiziano che aveva positivamente valutato la sua carriera teatrale.

Quanto al cinema, inizialmente non riconobbe l’importanza di questa splendida arte e l’impatto che essa genera sulla società e sulla gente. A quel tempo, non aveva ancora visto opere di grandi registi, quali Salah Abu Seif, Kamal al-Sheikh, Hussein Kamal e Youssef Chahine, e per questa ragione in un primo momento aveva esitato a lavorare per il grande schermo.

In seguito fece una piccola apparizione nel video al-Qadia 68 (La questione 68); Shayi’ min al-khawf (Qualcosa che fa paura). Hakayya min baladna (Una storia dal nostro paese), ma la vera carriera cinematografica iniziò con il film Nahnu la nazara’u al shauk ( Noi non seminiamo spine), con la regia di Hussein Kamal, dove recitò insieme a Shadia, la famosa attrice e cantante egiziana.

Gli oltre 150 film che seguirono gli hanno attribuito la nomina di fatà al Shasha al-Auwal (primo giovane dello schermo).

 

 

Nel corso di vari festival – tenutisi non solo in Egitto –  ha ricevuto più di 50 premi, tra cui ricordiamo:

  • Festival di Tashkent, 1980
  • Festival del cinema arabo in America e Canada, 1984
  • Festival di Annaba in Algeria, 1988
  • Premio nazionale per film di guerra, 1975
  • Premio nazionale per la produzione al Festival di Ismailia, 1980
  • Attribuzione della carica di Presidente della giuria del Festival del Cairo per la Radio e la Televisione, 1998
  • Premio per il miglior attore in un Festival per la Televisione per due anni consecutivi, 2001 e 2002.

Mahmoud Yassin è sposato con l’attrice egiziana Shahira da cui ha avuto due figli, anch’essi attori: ‘Amru Mahmoud Yassin e Rania Mahmoud Yassin, sposata con l’attore Mohammad Ryad.

Yassin è molto impegnato nel sociale: infatti, da più di vent’anni ricopre il ruolo di Presidente dell’Associazione degli scrittori, artisti e professionisti di Ghiza, struttura benefica che aiuta a combattere la povertà degli abitanti della omonima città egiziana; inoltre, nel 2005 fu nominato ambasciatore delle Nazioni Unite per la lotta contro la povertà e la fame.

A tal proposito ha dichiarato: «Credo che tutti coloro che sono in grado di offrire qualcosa ad una donna affamata o di aiutare un bambino a rendere la sua vita più tollerabile non debbano esitare a farlo. Non importa cosa avete da offrire, anche la cosa più piccola diventa grande se usata per dare una mano al prossimo».

Cristina Covone

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 
This entry was posted in Cinema. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento