Il poeta siriano Nasib ‘Aridah

 

Il poeta, scrittore, giornalista e nazionalista siriano Nasib ‘Aridah ( Nasīb ‘Arīḍah) nacque a Homs (Ḥimṣ) nell’agosto del 1887 da genitori di fede cristiana ortodossa.

Frequentò per alcuni anni le scuole missionarie russe, prima nella sua città natale, poi a Nazareth, in Palestina, dove conobbe il libanese Mikhail Naimy (Mīḫā‘īl Yūsuf Nu‘aymah, 1889-1988), destinato a diventare, anche quest’ultimo, un altro celebre autore della letteratura araba dell’emigrazione.

 

 

Dato l’ottimo rendimento scolastico, fu scelto dagli insegnanti per studiare un anno in Russia, ma vide sfumare l’opportunità di recarvisi a causa dello scoppio della guerra russo-giapponese (1904-1905).

Nel 1905 emigrò a New York e vi trascorse i primi anni lavorando nello stabilimento tessile di un cugino, all’inizio come semplice impiegato e successivamente come direttore. Nel 1912 fondò, sempre a New York, la casa editrice “Al-Atlantic Publishing Co.” (rinominata nel 1916 “Al-Funoon Publishing Co.”). Nell’aprile del 1913 fu inaugurato il suo mensile di arte e letteratura «al-Funoon» («al-Funūn» in arabo, ovvero “Le arti”), che sopravvisse fino all’agosto del 1918. Il periodico pubblicò, seppure in modo alquanto discontinuo, un totale di 29 numeri, prima della definitiva e sofferta chiusura dovuta, si dice, a una congerie di fattori, quali l’aumento del costo della carta, la penuria degli abbonamenti, la scarsa disponibilità di forza lavoro e infine lo scoppio del primo conflitto mondiale.

‘Aridah stesso vi pubblicò numerosi saggi di critica letteraria, racconti, poesie, traduzioni dal russo e testi teatrali. Molti altri suoi interventi comparvero anche sul bisettimanale «As-Sayeh» («al-Sā’iḥ» in arabo, ovvero “Il viaggiatore”, 1912-1958), fondato a New York dai suoi concittadini siriani Abd al-Masih Haddad (‛Abd al-Masīḥ Ḥaddād, 1890-1963) e Nadrah Haddad (Nadrah Ḥaddād, 1881-1950), di cui, nel 1923, sposò la sorella Najibah (Nağībah). L’autore soleva firmare spesso i suoi contributi con vari pseudonimi: Alif (Alīf), Malik (Mālik) e al-Gharib al-Sakit (al-Ġarīb al-Sākit).

Fin dalla sua prima fondazione nel 1916, Nasib ‘Aridah fu una delle figure di spicco di al-Rābiah al-Qalamiyyah (Associazione della Penna, 1916, 1920-1931), il circolo degli intellettuali arabo-americani di New York fondato da Kahlil Gibran (Ğubrān Ḫalīl Ğubrān, 1883-1931), attorno al quale orbitarono eminenti letterati della statura dei già menzionati Naimy e i fratelli Haddad, Ameen Rihani (Amīn al-Rīḥānī, 1876-1940), Elia Abu Madi (Īlīyā Dāhir Abū Māḍī, 1889-1957), Ameen Mashrek (Amīn Mašriq, 1898-1937), Rashid Ayoub (Rašīd Ayyūb, 1871-1941).

Sempre nel 1916, il poeta fu membro del Syrian-Mount Lebanon Relief Committee (Comitato di Soccorso per la Siria e il Monte Libano), costituito a New York al fine di inviare aiuti umanitari in Siria, prostrata dalle reiterate atrocità perpetrate dall’Impero ottomano. Nel 1917 ebbe un ruolo attivo nel Syrian-Mount Lebanon League of Liberation, anche noto come Syrian-Mount Lebanon Volunteer Committee (Lağnah Tarīr Sūriyā wa Lubnān in arabo, ovvero il Comitato per la Liberazione della Siria e del Libano), che si prefiggeva l’obiettivo di promuovere l’arruolamento volontario dei siro-americani al fianco delle forze alleate per combattere i Turchi nelle regioni arabe.

Nasib e Najibah vissero insieme una vita felice a Brooklyn, benché dalla loro unione non nacquero figli. Tuttavia, alcuni anni dopo il loro matrimonio, Nora (Nūrah), la figlia di ‘Abd al-Majid Haddad (‛Abd al-Mağīd Ḥaddād), un altro dei fratelli di Najibah, rimase orfana della madre. La nipotina fu immediatamente accolta nella casa della coppia, che la allevò come una figlia.

Tra i maggiori esponenti del romanticismo arabo, ‘Aridah si spense improvvisamente a Brooklyn il 25 marzo 1946, quattro giorni prima della pubblicazione di al-Arwā al-ā’irah (Gli spiriti perplessi), il suo
unico dīwān (canzoniere). Sfortunatamente, non esistono traduzioni in italiano delle sue liriche, fuorché quella del singolo componimento Yā Aī, Yā Aī (letteralmente “Fratello mio, fratello mio”), inserita con il titolo Uniti nell’antologia Calchi di poesia araba contemporanea (1962), a cura di Fuad Cabasi (Fu’ād al-Ka‘abāzī [1922-2011], poeta, traduttore, saggista, islamologo e ambasciatore libico presso la Santa Sede del Vaticano a Roma). Se ne riportano di seguito i versi originali in arabo insieme alla traduzione libera in italiano di Cabasi.

 

 

يا أخي يا اخي المصاعبُ شتى

 يا أخي يا اخي المصاعبُ شتى          وبَعيدٌ مُرادُنا والمَوارد

وأمامَ العيونِ دَربٌ عسيرٌ                 لم تَسِر قَبلَنا عليهِ الأوابد

مُظلمٌ مُوحِشٌ كثير الأفاعي   والسَّعالي المُستهوياتِ الطَرائد

غير أنَّ المَسيرَ لا بُدَّ منه      إن أردنا إدراكَ بعضَ المَواعد

فلنسر في الظلام في القفر في الوَحشة في الوَيلِ في طريق المُجاهد

فلنسِر اعزلَينِ إِلَّا من الحَقِّ   سِلاحاً والفِكرُ حادٍ وقائد

واذا اشتدَّت الذئابُ عُواءً      فنُقابِل عُواءَها بالنَشائد

واذا احلَولكَ الظلامُ أضأنا    مَشعَلَ القلبِ مثلَ نار المَواقد

يا اخي يا رفيقَ عَزمي وضُعفي         سِر نكابد إنَّ الشجاعَ المُكابد

فإذا ما عَييتُ تَسنُدُ ضُعفي    وأنا بعد ذا لضُعفِك ساند

سِر تقدَّم لكي نَخطَّ طَريقاً     لأباةِ الهَوانِ عِندَ الشَدائد

يا اخي يا اخي المَصاعبُ شَتَّى          غيرَ أنَّا في سيرِنا غيرُ واحِد

فلنسِر فلنسِر وإمَّا هَلَكنا       قبل إدراكِنا المُنى والمَواعد

فكفانا أنَّا ابتدأنا وأنَّا            إن عَجَزنا فقد بدأنا نشاهد

UNITI

Avanti, avanti!

Andiamo nelle tenebre

nel deserto

nell’orrore

uniti pel sentiero

degli uomini lottanti

ma senz’armi

all’infuori del Vero.

Andiamo, andiamo!

Se i lupi

lanceranno i cori

dei loro ululati

noi risponderemo col nostro canto;

se incontreremo

giorni cupi,

allora accenderemo

le torce dei nostri cuori.

Andiamo, andiamo,

e vinceremo.

Quando sarò stanco

sorreggimi ed io

ti sarò sempre a fianco,

o Fratel mio!

 

 

 

Bibliografia essenziale

 

- N.‘Arīḍah, Yā Aī, Yā Aī, in al-Arwā al-ā’irah: dīwān, Maṭbaʻat Ğarīdat al-Aḫlāq, New York 1946, p. 112.

- Calchi di poesia araba contemporanea, a cura di F. Cabasi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1962, pp. 70-71.

- N. Sarrāğ, Nasīb ‘Arīah, al-Šā‘ir wa al-Kātib al-uufi, Dirāa Muqārana, al-Qāhira 1970.

- S. K. Jayyusi, Trends and Movements in Modern Arabic Poetry, E.J. Brill, Leiden 1977, pp. 135-137.

- I. Camera d’Afflitto, Letteratura araba contemporanea, Carocci, Roma 2007, pp. 96, 132.

- Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran, introduzione e traduzione di F. Medici, prefazione di A. Salem, Palomar, Bari 2009, pp. 17-18, 20.

- F. Medici, Figli dei cedri in America. Il carteggio tra Ğubrān alīl Ğubrān e Amīn Fāris al-Rīānī, «La rivista di Arablit», anno I, numero 1, giugno 2011, pp. 83-112 (http://www.arablit.it/rivista_arablit/numero1_2011/08_medici.pdf).

- H. Arida – R.A. Popp, Writing Together: Two Generations of Arab Americans Serve the Public Purpose, «Al Jadid», Vol. 16, no. 63, Los Angeles (CA) 2010, pp. 6-9 (http://www.aljadid.com/sites/default/files/issues/Jadid%2063%203-7-2012.v1.pdf).

 

Sitografia

- Bibliografia dei contributi di Nasīb ‘Arīḍah pubblicati su «al-Sā’iḥ» e «al-Funūn»: http://www.al-funun.org/nasibaridah/arabic/index.html

 

 

 

Francesco Medici

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 
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