“Il libro di Khalid” di Ameen Rihani

 

L’autore Amin Faris Anṭun al-Rihani o Ameen  Rihani ( 1876 – 1940) scrittore, poeta libanese, emigrò  a New York all’età di undici anni, studiò l’inglese e proseguì i suoi  studi presso la New York Law School. In quel periodò soffrì di polmonite, fu costretto ad  interrompere gli studi e tornare in Libano per riprendersi. Ritornò  a New York nel 1899 e cominciò ad essere considerato un poeta innovativo, sia nella lingua araba che in quella inglese.

 

 

Ebbe la cittadinanza americana  nel 1901, ma continuò  a viaggiare tra l’America e il Medio Oriente per tutta la vita. Ebbe un ruolo  importante,  come ambasciatore onorario, per gli interessi degli Stati Uniti nel corso dei tre decenni. Fu grande amico del fondatore del Regno dell’Arabia Saudita, Il re ‘Abd al ‘Aziz ben ‘Abd al Rahman al Sa‘ud, pubblicò numerosi libri  di  viaggio sulla penisola arabica.

Tra le sue opere  si ricordano : Zanbaqat al Ghur  1915 (Il giglio della vallata del Ghur); Gihan aw kharige al harim 1917 (Gihan ovvero fuori dall’harem); Kitab Khalid  1911  (Il libro di Khalid). Di quest’ultimo parliamo  in queste pagine. Nella stesura di questo libro Rihani  subì l’ influenza di alcuni scrittori tra cui :  Walt Whitman, Ralph Waldo Emerson, Thomas Carlyle.

Kitab Khalid   ”Il libro di Khalid”, fu il primo romanzo di uno scrittore arabo  scritto in inglese;  ci vollero 75 anni per la sua versione  in lingua araba (infatti venne  pubblicato nel 1986).  Il fenomeno  dell’immigrazione caratterizza questo libro, tale problema  esisteva  all’ inizio del ventesimo secolo  ed ancora oggi presente nella nostra società .

 

 

“Il libro di Khalid”   è  un libro che si presta a diverse  letture e oltre ad essere una biografia è anche un romanzo  che descrive l’immigrazione  arabo-libanese con le sue diverse tappe, i suoi pericoli e le sue condizioni. Il tema principale è la storia del protagonista Khalid e del  suo amico Shakib:  due libanesi immigrati  da Ba’alabak  (Libano )a New York , infatti l’autore specifica nella sua introduzione :

“ ……   è una storia e un disegno di un piccolo regno dei regni dello spirito ….. “ . In tutto il romanzo soggiace  l’intento  di conciliare la cultura  con i valori occidentali e quelli orientali . Si tratta di una preoccupazione che si riflette  in molti scritti di Rihani e negli  scritti e  nelle poesie dei primi immigrati come Giubran Khalil Giubran.

Per alcuni studiosi ” Il libro di Khalid”  è il primo di tre volumi  che occupano la parte più elevata della prosa contemplativa della letteratura dell’ immigrazione,  gli altri due sono “ Il Profeta “ di Giubran Khalil Giubran  e  “Mirdad “ di Mikah’il Nu’ymah.  I tre libri hanno in comune lo stile filosofico profetico , perchè  ognuno  contiene gli  insegnamenti, le aspirazioni di  un  cambiamento della condizione di tutta l’umanità  che  mira a un mondo migliore.

Il lettore si troverà di fronte ad un’opera che susciterà composite emozioni,  che oscilleranno  tra l’ammirazione e  lo stupore,  suscitati dai vari stati d’animo del protagonista che restò deluso dalla vita occidentale ed in contempo, provò gioia per  il ritorno all’originalità araba,  alla natura ed al deserto dove si realizzò la rinascita dello spirito .

Il protagonista de “Il libro di Khalid” è un giovane che nasce  a Ba’albek ( Libano) , poi emigra negli Stati Uniti, dopo aver vissuto  nel suo paese: la povertà, la persecuzione politica, sociale e religiosa a causa del dominio feudale dell’epoca,  così anche,  la delusione  di  non aver potuto  sposare la sua cugina paterna .

Khalid,  arrivato in America, vive la dura esperienza degli immigrati, abita in una casa seminterrata, lavora  come venditore  ambulante per le strade di New York.  Nonostante la difficoltà che la nuova vita gli presenta, non si arrende,  non gli  basta quell’istruzione basilare che possedeva prima della migrazione, ma approfondisce la sua cultura attraverso  la lettura delle opere dei suoi connazionali tra cui il volume del Mutanabi, che aveva portato con sé dalla patria.

In questa atmosfera , attraverso l’approfondimento di queste  letture,  Khalid scopre  che il lavoro di commerciante non lo  soddisfa e preferisce la meditazione e  l’approfondimento  spirituale. Questa decisione influisce  sui suoi  profitti economici , abbandona il suo lavoro, si indebolisce fisicamente e fa  l’ esperienza   della vita comunitaria tra i  Bohemien,  tanto da diventare un leader.  Ben presto entra nel campo politico democratico come guida della comunità araba  di diaspora in America, ma assapora il fallimento dell’esperienza.

Pertanto  Khalid, dopo la delusione politica americana prende la decisione di ritornare in patria, dove  inizia  la  nuova esperienza e  la realizzazione di sé;  vive una vita serena nel cuore della natura,  tra i pini in montagna,  attraverso  l’isolamento , pratica l’ascesi e la mistica.

 

 

Nel quadro generale del romanzo,  si evince che la storia del protagonista,  altro non  è che la storia di Amin al Rihani che vuole  rappresentare il modello dell’intellettuale  arabo coraggioso, che conosce gli errori delle due civiltà in lotta : Oriente e Occidente.

Comincia a stabilire il concetto secondo cui l’uomo è una “unicità esistenziale” in cui convivono due essenze inseparabili : la materia e lo  spirito, ed uno non esiste senza l’altro e viceversa.  Questa questione è assoluta, per il Rihani, che vede nell’Oriente  “ lo spirito” e nell’ Occidente “ la materia “ .  L’Oriente è la dimensione spirituale che ha ispirato Khalid.

L’Oriente è la culla della spiritualità, ma è il secondo volto che completa la verità esistenziale. Così come le illusioni ed i miti corrompono la verità, così anche  l’apparenza ed il lusso sono falsi involucri. Khalid, uomo orientale di nascita e di spirito , occidentale di pensiero,  scopre la via della profezia.

Unisce nella sua persona  lo spirito dell’Oriente e la ragione dell’Occidente, egli  è il costruttore del grande impero asiatico:  l’Oriente e l’Occidente insieme. Di radici e tradizioni orientali , rifiuta gli usi, i costumi  ed i  presupposti  che imbalsamano l’orientale in forme di regresso  e gli proibiscono di aprirsi alla ragione ed alla  conoscenza.

Conosce l’Occidente, e pur amandone  l’apertura alla verità , la  giustizia, l’uguaglianza, l’arte ed  il progresso creativo  in continuo movimento. Tuttavia, rifiuta  di accettare quella parte materiale della vita occidentale che genera  la fame, i disastri e falsifica la realtà umana.

“Il libro di Khalid” è stato  oggetto di diverse  tesi universitarie  in Libano e nel mondo arabo, in Europa ed America. Sono stati tradotti dei  brani  scelti dal libro in armeno, cinese, tedesco, greco, persiano, polacco, spagnolo, turco e  ucraino. Il libro è stato interamente tradotto in arabo, francese , russo e italiano  quest’ultima è uscita ad aprile a cura di Francesco Medici.

Ameen  Rihani;  IL Libro di Khalid ,illustrazioni originali di Kahlil Gibran, traduzione e cura di Francesco Medici, prefazione di Paolo Branca, postfazione di Khaled Fouad Allam, Mesogea, Messina 2014.

 

Kegham Jamil Boloyan

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 
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