Il poeta libanese Elias Abu Shabaki 2

 

L’opera del poeta romantico libanese Elias Abu Shabaki (Ilyās Yūsuf Abū Šabakah, 1903-1947) ha influenzato la produzione poetica dei maggiori autori arabi del XX secolo, come l’iracheno Badr Šākir al-Sayyāb (1926-1964), i siriani Nizar Qabbani (Nizār Tawfīq Qabbānī, 1923-1998) e Adonis (Adūnīs alias ‘Alī Aḥmad Sa‘īd Isbir, 1930-), i suoi connazionali Khalil Hawi (Ḫalīl Ḥāwī, 1919-1982) e Henri Zoghaib (Hinrī Zuġayyib, 1948-).

 

Acerrimo nemico di qualunque forma di razionalismo e di positivismo, dei canoni obsoleti e della rigidità formale, in linea con il movimento romantico europeo, Abu Shabaki diede piena voce all’“ispirazione” e all’“emozione”, convinto che la vera poesia fosse quella calata nella realtà, spontanea e sincera – contraddicendo, dunque, il vecchio adagio arabo secondo cui la migliore poesia è invece quella che nasce dalla finzione e si modella su schemi precostituiti.

La sua scrittura possiede quindi una forte connotazione personale e i toni cupi rivelano senza censure i conflitti morali, le difficoltà e i dolori sofferti: il poeta, conscio dell’esistenza del male nel mondo, cercò una via di fuga nell’amore oppure nell’innocenza dell’infanzia o della natura.

 

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Un’altra caratteristica della sua poesia è l’abbondanza di immagini bibliche: i suoi versi sono intrisi dell’immaginario della tradizione cristiana e rispecchiano il vissuto di un credente tormentato, che sentiva profondamente gli insegnamenti della Chiesa cattolica. Il suo contributo all’affermarsi della Bibbia come fonte letteraria in arabo è stato perciò decisivo.

Dopo la sua morte, i suoi amici e sodali ne raccolsero alcune liriche comparse su vari periodici e diedero alle stampe nel 1959 l’opera postuma Min Sa‘īd al-Alihat (Dal grembo degli dèi). Secondo i critici, la silloge contiene alcune tra le più belle poesie d’amore mai scritte in arabo nella prima metà del Novecento, tra cui la nota Anti? Aw anā? (letteralmente Tu? O io?), di cui si riporta di seguito il testo originale insieme a un’inedita traduzione libera in italiano.

أنتِ ؟ أم أنا؟

جمالُكِ هذا؟

أم جماليْ؟ فإنَّني أرى فيكِ إنساناً

جميلَ الهوى .. مثْلي

وهذا الذي أحيا به!

أنتِ أم أنا؟

وهذا الذي أهواه !!

شكْلُكِ؟ .. أم شكْلي؟!

وحينَ أرى في الحُلْمِ للحبِّ صورةً،

أظِلُّكِ يجْري في ضميريَ؟

أم ظِلِّي؟!

تربَّع كلُّ الحبِّ في كلِّ ما أرى ..

أمِنْ روحِكِ الكُلِّيِّ

هذا السَّنى الكُلِّي؟

***

خلَقْتُكِ في دُنيا الرُّؤى؟

أم خلَقْتِني؟

وقَبْلَكِ جِئْتُ الوحْيَ

أم جِئتِه قَبْلي؟

وعَنِّيَ قُلْتِ الشِّعْرَ

أم عنْكِ قلْتُه؟

وَمَنْ في الهوى يُمْلى عليه؟

وَمَنْ يُمْلي؟

أحِسُّ خيالي في خيالِكِ جارِياً

وروحَكِ في روحي

وعقلَكِ في عقلي

إذا ما تراءَى مُبْهَمٌ في تَصَوُّري

رأيْتُ له ضوءاً بعَيْنِكِ

يسْتَجْلي

كأنَّكِ شَطْرٌ مِنْ كَياني

أضَعْتُهُ ..

ولمَّا تَلاقَيْنـــا

اهْتَدَيْتُ إلى أصْلي

 Tu o io?

Questa bellezza… è tua o è mia?

In te io contemplo una persona bella, innamorata

Come me. E chi tra noi mi ha ridato la vita?

È la tua figura che amo così tanto, oppure è la mia?

Quando in sogno vedo scorrere immagini d’amore,

È il tuo spirito che aleggia nella mia anima, oppure è il mio?

L’amore – tutto dell’amore – dimora in ciò che è visibile agli occhi,

Ma da dove emana questa luce? Forse dalla tua anima universale?

Sono stato io a crearti nella mia immaginazione,

Oppure sei tu che hai creato me?

Sono stato io il primo ad essere benedetto dall’ispirazione,

Oppure tu? E chi compone ora questi versi?

Sono io a dedicarli a te, o forse tu a me?

E chi è che nell’amore detta le parole,

E chi le scrive? Si mescolano le nostre fantasie,

La tua anima con la mia anima, i tuoi pensieri con i miei.

E quando qualcosa appare oscuro ai miei occhi, io scorgo

Un velo di dubbio offuscare il tuo sguardo.

Dal nostro primo incontro, ritrovai il mio principio

Quasi tu fossi frammento perduto di questo mio essere.

 

Il museo di Elias Abu Shabaki

Oggi la casa di Elias Abu Shabaki nel villaggio natale di Zouk Mikael è un museo, inaugurato l’11 giugno 2008. La residenza, fatta costruire dal padre Youssef (Yūsuf) e dallo zio (importatori ed esportatori di articoli commerciali tra Egitto, Sudan e Libano), fu progettata da un architetto egiziano, realizzata da scalpellini locali e infine decorata da artisti austriaci.

 

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Negli ultimi anni della sua vita, Elias, a corto di denaro, aveva invero ipotecato la villa. Fortunatamente, il comune l’ha acquistata nel 1970, insieme al giardino adiacente, evitando che fosse demolita per lasciare spazio a un condominio.

L’edificio è stato interamente restaurato e ristrutturato nel corso dei decenni successivi. Sono stati inoltre recuperati gli arredi e i mobili originari, gli oggetti personali del poeta, i libri, i documenti, i manoscritti e le lettere, rimasti in custodia della famiglia della moglie Olga Saroufim (Ulġā Sārūfīm).

Questo il tributo di gratitudine dei suoi concittadini e di tutto il Libano al grande poeta, molte delle cui liriche continuano ad essere musicate e interpretate da numerosi e acclamati artisti del mondo arabo.

 

 

 

Bibliografia essenziale

- Min Sa‘īd al-Alihat, Dār Sāḍir, Bayrūt 1959.

- Modern Arabic Poetry: an Anthology, edited by S.K. Jayyusi, Columbia University Press, New York 1987, p. 52.

- R. Allen, La letteratura araba, traduzione di B. Soravia, il Mulino, Bologna 2006, pp. 135, 154.

 

Sitografia

- Elias Abu Shabaki Museum: http://www.zoukmikael.gov.lb/Culture.aspx?p=4&code=2

- Official Zouk Mikael city website: http://www.zoukmikael.com

 

 

 

Francesco Medici

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 
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