Gibran risponde al “questionario di Proust”

 

Un giorno, durante l’adolescenza, Marcel Proust si vide sottoporre da un’amica e coetanea una serie di domande presenti su un album in lingua inglese – erano infatti in voga presso le famiglie inglesi del tempo, come forma d’intrattenimento sociale, alcuni questionari volti a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi vi rispondeva.

Le sue risposte furono pubblicate solo nel 1924, due anni dopo la sua morte. Nacque così il celebre “questionario di Proust”, la cui fortuna è arrivata fino ai giorni nostri.

 

 

 

 

Nella sua biografia di Kahlil Gibran (Ğubrān Ḫalīl Ğubrān, 1883-1931) pubblicata a Beirut nel 1958, lo scrittore, poeta e critico letterario libanese Jamil Jabre (Ğamīl Ğabr, 1924-2012) narra di un episodio davvero curioso, secondo cui, probabilmente negli anni Venti, il giornalista e poeta siriano Nasib Aridah (Nasīb ‘Arīḍah, 1887-1946) avrebbe sottoposto il “questionario di Proust” all’autore di Il Profeta, suo amico e sodale di al-Rābiah al-Qalamiyyah (Associazione della Penna), il circolo degli intellettuali arabo-americani di New York. Si tratta di un documento davvero unico, poco noto perfino tra gli studiosi e gli appassionati di Gibran, degno di una lettura integrale e di qualche breve considerazione.

 

- Quale bellezza naturale preferisci?

La montagna.

- E la tua stagione preferita?

L’autunno.

- Un odore che ti piace?

Quello della legna nel fuoco.

- Qual è il tuo nome preferito?

Salmà.

- Quali sculture ti piacciono?

Quelle di Michelangelo.

- I tuoi poeti preferiti?

Shakespeare, al-Mutanabbī, Mağnūn Laylà, Abū Nuwās… erano tutti folli.

- E i tuoi prosatori preferiti?

Tra i prosatori, Ibn aldūn; Nietzsche per la fantasia; Turgenev per la bellezza delle immagini.

- I tuoi eroi letterari?

Amleto, Bruto e Francesca da Rimini.

- In quale epoca avresti voluto vivere?

Nel presente, poiché in esso è racchiuso tutto ciò che le epoche passate ci hanno lasciato.

- Il Paese in cui vorresti abitare?

Il Libano.

- Quale pregio apprezzi di più in un uomo?

La lealtà.

- E in una donna?

La purezza.

- Se tu non fossi Ğubrān Ḫalīl Ğubrān, chi vorresti essere?

Ğubrān alīl Ğubrān.

- Quali sono per te le parole più dolci?

Amore, natura, Dio.

- Qual è il tuo scopo nella vita?

Il lavoro, il lavoro e ancora il lavoro.

- Quale personaggio storico preferisci?

Maometto.

- E la tua eroina preferita?

Zenobia e Giovanna d’Arco.

- Quali libri ami leggere?

Il Libro di Giobbe, Macbeth e Re Lear.

 

Benché il “questionario di Proust” non sia propriamente un test psicologico, è tuttavia uno strumento che consente di cogliere facilmente alcuni elementi essenziali della sfera emotiva e della personalità dell’interrogato. Gibran, emigrato dodicenne negli Stati Uniti, provava una profonda nostalgia per il Monte Libano, la sua patria, e in particolare per il villaggio natio, Bsharré (Bišarrī), arroccato sulle montagne del Wādī Qādīšā, l’incantevole Valle Sacra. Rimpiangeva inoltre il calore del focolare domestico, ricordando gli anni in cui la madre, il padre, la sorella e il fratellastro erano ancora in vita.

Evidenti dalle sue risposte appaiono anche la sua indole malinconica, la sua totale dedizione al lavoro (come poeta e come artista figurativo), la sua determinazione, l’incrollabile fiducia in se stesso e nelle straordinarie opportunità della sua epoca.

 

 

Sebbene cresciuto in un ambiente cristiano maronita, la sua sensibilità e la sua apertura mentale gli consentivano di accostare la Bibbia a Nietzsche, la Pulzella d’Orléans al Profeta dell’Islām. Inoltre, come animatore della Nahah (il movimento della rinascita culturale araba) e pioniere della letteratura dell’emigrazione (adab al-mahğar), pur amando la letteratura classica della propria cultura (dei cui principali esponenti aveva perfino realizzato dei suggestivi ritratti immaginari), ammette di aver subìto l’influenza determinante dei più importanti scrittori, filosofi e artisti occidentali.

Nel campo del pensiero e dell’arte, a prescindere dalla loro origine geografica, dal loro credo religioso o dal loro ateismo, Gibran amava i “folli” (perché tali ritenuti nel loro tempo), che erano per lui gli innovatori, ovvero i nemici dei canoni obsoleti, delle leggi ingiuste e delle tradizioni fossilizzate del passato.

Le risposte relative a Francesca da Rimini (cfr. il quinto canto dell’Inferno della Divina Commedia) e a Salmà alludono infine alle protagoniste di due delle sue opere in arabo, rispettivamente: Gli spiriti ribelli (al-Arwā al-mutamarridah, «al-Muhāğir», New York 1908), che contiene un racconto ispirato alla tragedia del personaggio dantesco, e il breve romanzo semiautobiografico Le ali spezzate (al-Ağniah al-mutakassirah, «Mir’āt al-Ġarb», New York 1912).

La portata universale del messaggio di fratellanza e di conciliazione dei contrari diffuso da Gibran continua ad affascinare i lettori di tutto il mondo. Ben altri risultati porterebbe probabilmente un impegno collettivo nel seguire realmente il suo difficile esempio: «Io non voglio essere prigioniero di una setta o di una nazione, perché appartengo all’umanità tutta. Sono una creatura della Saggezza universale, che non conosce pregiudizi, ma dispensa a tutti giustizia, amore e pace».

 

Francesco Medici

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

Bibliografia essenziale

- Ğ. Ğabr, ğubrān: sīratuhu, adabuhu, falsafatuhu wa-rasmuhu, Dār al-Rīḥānī, Bayrūt 1958.

- A. Najjar, Khalil Gibran. L’auteur du Prophète, Pygmalion/Gérard Watelet, Paris 2002 (ed. it. Khalil Gibran. L’autore de Il profeta, traduzione di G. Messi, Il leone verde, Torino 2006, pp. 63-65).

- K. Gibran, Il profeta e il bambino, inediti e testimonianze raccolti e tradotti da F. Medici, Editrice La Scuola, Brescia 2013, pp. 131-132.

- F. Medici, Storia del Museo Gibran, Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, 24 giugno 2013 (http://www.orientalistica.it/?p=3707#more-3707).

 

Sitografia

- al-Rābiah al-Qalamiyyah (1916, 1920-1931): http://www.al-funun.org/penbond/index.html

- Nasīb ‘Arīḍah (Nasib Aridah): http://www.al-funun.org/nasibaridah/index.html

- Jamil Jabre (in inglese): http://www.onefineart.com/en/artists/jamil_jabre/

- Ğamīl Ğabr (in arabo): http://www.onefineart.com/en/artists/jamil_jabre/index-arabic.shtml

 
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