Amin Maalouf e l’Accademia Francese 2

 

 Il letterato libanese Amin Maalouf, autore di numerosi romanzi storici, è stato scelto come membro dell’Accademia Francese dopo Klaud Levi-Strauss, noto antropologo, e ciò grazie alla maggioranza di 17 voti su 24 , mentre solo 3 sono stati ottenuti dal suo avversario, il filosofo Ayif Misteau. Questa elezione è avvenuta dopo due tentativi falliti  tra il 2004 e il 2007 di entrare nell’Unione degli Eterni.

 

Indossando l’uniforme verde e la spada decorativa in segno della sua brillante cultura, lo scrittore franco-libanese è entrato nell’Accademia Francese chiedendo che l’Oriente venga avvicinato all’Occidente, tema fondamentale trattato nelle sue opere.

Di fronte ai suoi colleghi, alla famiglia, agli amici venuti dal Libano, dagli Stati Uniti e da uno dei suoi rifugi preferiti nell’ovest della Francia, alla tv al-jazeera e a personalità francesi importanti,  Maalouf si è presentato come il primo francese di origine libanese ad ottenere con onore un posto come membro dell’Accademia, eletto nel giugno 2011 per occupare il posto numero 29.

Ha fatto un discorso in cui ha citato il suo avo studioso di antropologia antica Claude Levi-Strauss, morto nel 2009 : ”Oggi nel Mediterraneo c’è un muro tra ampi spazi culturali a cui appartengo, e il mio impegno è la compartecipazione affinché venga abbattuto. Fin quando sarà lo scopo della mia vita e delle mie scritture, proseguirò nel mio impegno in questo insieme a voi, sotto lo sguardo del saggio Levi-Strauss”.

Ha inoltre aggiunto: “ La mia elezione all’interno dell’Accademia Francese è un simbolo rivolto all’importanza del Libano; vivo un momento pieno di difficoltà, come la gente del mio Paese d’origine che lo vive lì allo stesso modo”.

Il presidente libanese Michail Suleiman ha concluso affermando : “Questa elezione-prova è una dedica al ruolo culturale e civile del Libano nel mondo, ai suoi doni e alle sue creazioni in questo campo. La presenza di Maalouf nell’Accademia Francese permette di testimoniare il messaggio continuo del Libano come punto di incontro e interazione tra Oriente e Occidente, tra civiltà e culture”.

 

 

Con Maalouf  che ha citato lo sconosciuto viaggio di ritorno in Libano nel suo romanzo che uscirà il prossimo settembre, c’erano gli “Eterni”, i membri dell’Accademia Francese che hanno espresso il loro desiderio di unire gli scrittori di origine straniera al loro istituto che comprende 40 membri, e questo è venuto dopo la loro elezione di Ector Bianciotti nato in Argentina e morto mercoledì, di Francois Cheng nato in Cina, e di Assia Jabar  nata in Algeria.

L’Accademia Francese

L’Accademia della Lingua Francese, o Accademia Francese o ancora L’Unione degli Eterni, come è conosciuta in breve, è una fondazione istituita nel 1635, tra le istituzioni francesi più vecchie, grandi e rispettate. Venne istituita su direttiva regale da parte del re Luigi XIII, su suggerimento dell’allora presidente dei ministri francese Il Cardinale Rishelieur. E’ la principale accademia per la conservazione della lingua francese.

L’accademia è composta da 40 membri. Dalla sua fondazione il numero di personalità che sono entrate come membri è aumentato fino a settecento membri provenienti da ogni campo professionale specializzato. Tra loro ci sono scrittori, poeti, medici e dotti, come anche personalità militari, filosofi ecc.

I membri dell’accademia non hanno il diritto di lasciare il loro posto , e non si accolgono nuovi membri  se non per occupare il posto libero dopo la morte di un membro. L’Accademia ha approvato le condizioni di allontanamento soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando alcuni membri dell’Accademia furono sospettati di collaborare con l’occupazione tedesca nazista.

L’Accademia fu chiusa nel 1793 durante la rivolta francese per la sua condizione di terreno fertile e simbolo dell’ aristocrazia francese, dato che l’Accademia fu una delle prime istituzioni democratiche in Francia, nonostante sia stata fondata durante il governo dittatoriale, poiché i suoi membri sono tutti sullo stesso piano. L’imperatore Napoleone Primo ripristinò l’Accademia nel 1803, quando divenne una parte dell’istituto pubblica francese che è un’unione di associazioni culturali appoggiata dal governo.

Angela Del Prete

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 
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