Il teatro dell’opera in Oman: Royal Opera House Musqat

 

L ‘Oman è un paese situato nella parte sud-orientale della penisola araba. Si affaccia sul mar arabico a sud e ad est e sul golfo persico a nord-est. L ‘Oman è indubbiamente un crogiolo di varie influenze culturali: esso fu una grande nazione marinara che un tempo governava un impero che si estendeva fino a Zanzibar, sulle coste africane. Frequenti erano i rapporti commerciali con l’India ed in generale con l’Oriente. Ancora oggi è possibile ammirare, lungo la costa, numerosi  fortini  e castelli, testimonianza dei conflitti avvenuti con gli invasori persiani, che esportarono la loro cultura in Oman.

Oggi gli invasori sono i numerosi turisti che viaggiano in questo paese alla ricerca di un inverno soleggiato, della sua storia, alla scoperta del suq (mercato) ed anche per godere delle spiagge del Sultanato. Inoltre, da circa un anno, i turisti possono visitare , nella capitale Musqat, il Royal Opera House, il teatro dell’opera.

Bisogna ricordare che il Sultano Qabus Ben Sa‘id ha abbracciato la cultura occidentale, in particolare la musica classica. I talenti musicali locali sono così incoraggiati e l’orchestra sinfonica dell’Oman gira tutto il mondo. Proprio il Sultano, dunque, ha fortemente voluto la costruzione di questo maestoso teatro, chiamato Royal Opera House Musqat, per donare al proprio paese una sede prestigiosa che possa soddisfare le sue ambizioni musicali.

Il 12 ottobre 2011 il teatro Royal Opera House è stato, infatti, inaugurato. Esso può accogliere fino a 1100 spettatori ed è ideato per ospitare vari tipi di concerti ed esibizioni: dalla danza classica al jazz ed altri generi musicali. La sua architettura di stile islamico tradizionale sposa moderne tecnologie acustiche.

La scelta di uno stile architettonico arabo- islamico classico vuole esprimere un approccio di tipo “atemporale”, con l’obiettivo di creare un edificio sospeso nel tempo.

L’illuminazione del teatro avviene attraverso dei maestosi lampadari disegnati in piena armonia con l’architettura e l’atmosfera del posto. La quasi totalità delle componenti architettoniche è di manifattura locale.

La platea è stata ideata all’insegna della versatilità: le pareti, le poltrone e le varie aree di scena possono  essere facilmente dislocate per adattarsi alle diverse esigenze dell’opera, della danza classica o dei concerti.

Per chi non fosse avvezzo al linguaggio dell’Opera, in italiano, gli schienali delle poltrone sono dotati di schermi sui quali scorrono sottotitoli in varie lingue. Si pensa che si tratti della prima volta che un tale servizio sia stato fornito in lingua araba.

 

Sua Maestà  Sayed Kamel Ben Fahad Al Sa‘id, membro del Consiglio di Amministrazione ROHM (Royal Opera House Musqat) sostiene che la principale finalità del teatro è innanzitutto quella di creare un centro culturale e non solo un edificio spettacolare, che rimarrà magari inutilizzato. Questo teatro rappresenta un luogo d’incontro per tutti gli omaniti.

Il progetto è stato reso possibile grazie ad ingenti finanziamenti pubblici: il prezzo del biglietto viene mantenuto basso poiché , come sottolineano i ministri del Sultano, altri sono i benefici che derivano da questo teatro.

Secondo Rawiyah al Busa‘idi, Ministro dell’Istruzione Superiore e Presidente  del Consiglio di Amministrazione ROHM, il teatro diventerà presto  anche un simbolo culturale per il Golfo e per il resto del mondo arabo. “L’Oman ha ampiamente investito nel settore turistico e ne sta cogliendo i frutti. La maggior parte degli hotel sono al completo e adesso il Royal Opera House costituirà un’ulteriore attrattiva per i turisti”.

   

Come spesso avviene, anche le critiche al teatro non sono mancate. Una parte dei cittadini omaniti ritiene che, in un contesto di crisi economica mondiale, i fondi pubblici per la costruzione di questo prestigioso teatro  si sarebbero dovuti  impiegare per altre priorità, come l’occupazione. Ad essi Sua Maestà  Sayed Kamel Ben Fahad Al Sa‘id risponde: “molti non si rendono ancora conto dell’importanza di avere un centro artistico e culturale. Le critiche sono sempre possibili, si può pensare che sarebbe stato preferibile destinare tali fondi alla costruzione di strade, ospedali;  tuttavia è importante anche avere un centro culturale”. Sua Maestà conclude augurandosi  che i detrattori  si rendano conto dei vantaggi presenti e futuri del teatro: del suo impatto sul turismo,delle nuove opportunità di lavoro che ne scaturiranno e del fatto che sarà fonte di ispirazione per molti artisti. Egli conta dunque su un effetto a cascata, che si ripercuoterà su tutto il tessuto culturale sociale ed economico del paese, di cui nel tempo la popolazione diverrà sempre più consapevole.

Sin dalla sua inaugurazione, sul palcoscenico del teatro si sono susseguiti artisti di fama internazionale: il tenore italiano Andrea Bocelli, il maestro del Jazz  Wynton Marsalis  e la compagnia di danza  russa Marriinsky Ballet , nonché  Majdah al Roumi , una stella nel panorama musicale arabo, tanto per citarne alcuni.

Sabrina Rizzo

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 
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