Khan el-Khalili (Egitto) 1.

 

Khan el-Khalili, uno dei quartieri dell’antica Cairo, gode di un’ampia attrazione turistica da parte di visitatori del Cairo o egiziani in generale. Esso viene considerato uno dei mercati più prestigiosi e più antichi del Medio Oriente, distinguendosi per i bazar, negozi di stoffe, venditori ambulanti, ristoranti e caffetterie popolari che godono al contempo di numerosi clienti abituali, turisti o abitanti del posto.

 

 

Il quartiere di Khan el-Khalili ha costituito una fonte di ispirazione per molti scrittori e letterati egiziani, tra i quali spicca lo scrittore Naghīb Mahfūz, il quale scrisse uno dei suoi romanzi, le cui vicende sono ambientate in questo quartiere e che porta il suo nome, “Khan el-Khalili”, e che è stato anche trasformato in film cinematografico interpretato da ‘Imad Hamdi.

Khan el-Khalili, uno dei mercati più antichi d’oriente, supera di poco l’età di 600 anni e conserva tutt’oggi l’architettura originaria dell’epoca mamelucca che persiste immutata ancora oggi.

Numerosi commercianti e abitanti provenienti dalla città palestinese di Hebron giunsero qui e ora vi si trova gente appartenente alla comunità di Hebron, che ci vive e ci lavora nel settore commerciale, e a cui si deve questo nome.

Khan el-Khalili venne così chiamata per rispetto al suo fondatore, il quale era uno dei principi mamelucchi che veniva chiamato Sharks el-Khalili e proveniva dalla città di Hebron.

Se torniamo indietro di molto tempo, ritroviamo il famoso storico arabo al-Maqrīzi, il quale sostiene che Khan sia stata costruita come un grande quadrato circondato da un cortile e simile ad una locanda, e include nella parte inferiore negozi, mentre nelle sezioni superiori botteghe e abitazioni; venne denominato con questo nome per via dell’originario Sharīf (el-Khalili) il quale era un grande mercato all’epoca del sultano Barqūq nel 1400.

Esisteva un detto popolare, che diceva:

“Il piede va dove porta il cuore”, dunque la prima collinetta sulla terra di Khan non può essere stata altrove che alla caffetteria el-Fishawi, la cui età ha superato i 200 anni ed è una delle più antiche caffetterie del Cairo.

La caffetteria el-Fishawi.

Viene considerata una delle caffetterie più antiche dell’Egitto, essendo nata nel 1769.

 

 

La caratteristica del posto del caffè el-Fishawi che si distingue da Khan, consiste nella possibilità di sorseggiare tè verde e chiacchierare di ogni argomento, prima di inoltrarsi nel tour del centro storico e non esiste cosa più divertente che girare nei vicoli e smarrirsi dentro, per poi usare l’ingegno per trovare la strada giusta, e di un sesto senso per riconoscere la magia che essi celano; i vicoli contengono caratteristiche di un’epoca, che si addentrano come un arcobaleno multicolore, e nessuno sino ad oggi conosceva la filosofia architettonica che è nata alle fondamenta di Khan el-Khalili.

La terra è lastrata con pietra di basalto nero opaco e il mercato col tetto in legno che ha saputo sfidare il tempo e l’erosione, mentre il sole si sottrae ai numerosi negozi con alcuni dei quali forma cantine piene di tesori e manufatti rari e abilmente realizzati.

Qui sono passate celebrità come Naghīb Mahfūz che veniva considerato il figlio del quartiere e uno dei frequentatori della caffetteria el-Fishawi. Tra gli altri, il maestro Ahmad Rami e Umm Kulthum. Tra gli anni ’70 e ’50, tutti venivano qui, poiché questo posto è l’unico aperto 24 h su 24 al Cairo.

Dentro el-Khan.

Se il viaggio ha avuto inizio al Khan, dunque è inevitabile dare uno sguardo al resto che si affaccia sulla strada o sul quartiere, una strada frenetica e bellissima dalle facciate in rame e all’interno vasche d’acqua che hanno funto da fontana ai passanti assetati sin dai tempi passati.

Il visitatore del quartiere necessita di ingegno e particolare sensibilità per muoversi all’interno dei vicoli stretti nel pieno del leggendario caos di gente e sedie di legno che i proprietari delle caffetterie mettono per attirare clienti, e una volta addentrati nella strada si odono le parole di benvenuto in chiara tonalità egiziana, e le parole dei bambini del paese accogliente che invita i visitatori al ristoro, “e chi non compra guarda”.

 

 

Se si entra in un negozio, il venditore accoglie con questa espressione: “Hai illuminato l’ Egitto”, e il visitatore con esperienza del mondo del Cairo magico e del vocabolario della sua lingua, risponde “ L’Egitto è illuminato dalla sua gente”, e incomincia la presentazione della sua merce senza smettere di sorridergli, e fa scorrere le sue parole circa la qualità della sua merce, oggetti appositamente realizzati per gli amanti dell’arte manuale.

I mercanti di Khan sono esperti nell’arte della vendita, e hanno ereditato il commercio e l’abilità dai nonni, offrendo prodotti autentici e contraffatti, con la passione unica per la contrattazione che permette loro di avere pazienza e capacità di convincere i clienti.

Il quartiere di Khan el-Khalili è uno dei 38 mercati che vennero ripartiti ai tempi dei mamelucchi nelle strade del Cairo, e questo Khan è situato al centro della città antica sopra le tombe dei precedenti califfi Fatimidi.

Mu‘az Lidīn Allah portò con sé da Tunisi tre tombe di tre suoi predecessori e li seppellì nella sua tomba, dove fu sepolto anche lui stesso e i suoi successori. Anche Khalili ordinò il trasferimento delle tombe in altri luoghi e la creazione di un mercato per i commercianti.

Il metodo col quale veniva presentata la merce nella Cairo antica dove erano concentrati tutti i mercati che offrivano gli stessi prodotti a prezzi variabili, fatto simile accadde con la presentazione di merce diversa, duratura e di eccellente opportunità per gli acquirenti di fare una cernita e scegliere il più bello, contrattare per ottenere il miglior prodotto al miglior prezzo.

Questo mercato vanta più di mille negozi e laboratori di industrie artigianali, oltre alle cantine che costituiscono i più bei tesori d’Oriente.

Alessia Milone

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 
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