L’artista palestinese Khaled Nassar

 

L’artista figurativo Khaled Nassar nato in un ospedale da campo sulla Striscia di Gaza nel 1962, viene da un villaggio “barbaro” in cui abitavano i sui genitori prima di cercare un rifugio, uno dei villaggi che circondano la città di Majdal.

Nel rifugio dell’accampamento visse e venne istruito in tutti i dolori, le sofferenze e la dura realtà di una vita difficile.Venne istruito nella scuola appartenente al mandato di soccorso internazionale “Aunrua” nelle fasi di studi elementari e secondari, non completò i suoi studi regolari.

Le condizioni necessarie per vivere la vita quotidiana lo misero alle strette  e la loro durezza lo spinse nei campi del lavoro professionale e imparò il mestiere in una serie di scuole professionali predisposte.

Il mestiere di elettricista fu il suo campo d’istruzione e ottenne il diploma di specializzazione al termine degli studi, ma iniziò a lavorare anche in altri ambiti professionali come quelli dell’edilizia e del cucito.

 

 

L’artista Nassar non fu solo nella sua epoca e con la sua esperienza nel campo dell’arte figurativa palestinese, era seguito da grandi artisti figurativi palestinesi che lavoravano per conto loro e non erano mai andati a scuola o in accademia nella loro vita, ma avevano talento innato, la costanza, il desiderio spontaneo di apprendere.

L’abilità è una cosa che ha un valore artistico estetico, umano e combattivo che è ciò che li ha spinti a buttarsi in una prova difficile; la Palestina era nelle preoccupazioni del suo popolo, nei suoi sforzi e nella sua battaglia, era una prova del lavoro e della direzione verso di lei a cui erano dirette la loro scoperta e la loro arte che li ha lodati in numerose occasioni, mostre individuali e collettive dentro e fiori la Palestina.

La lunga lista dei nomi inizia con il martire Ghasan Kanfani, seguito dal defunto Ibrahim Ghunaim, per arrivare fino all’artista ‘Abd al-Hayy Muslim, e la lista in questo modo continua. Khaled Nassar è un artista dotato di natura e spontaneità racchiuse nei suoi sentimenti e nelle sue emozioni, in cui si trova il suo respiro che esplode con grande impeto.

Nei primi anni della sua vita, fino ai 38 anni, ha scoperto la sua strada mentre viveva le difficoltà nascoste che risiedono nella sua coscienza di artista figurativo , tentando di approfondire le avversità dell’esperienza assurda all’inizio, e l’espressione di quanto percorre la sua anima e la bellezza del desiderio ardente di disegnare ciò che può essere disegnato.

Ha cercato di entrare nel labirinto della scoperta e della lettura continua dei campi delle arti figurative attraverso la possibilità che aveva di affiancare  ed avere contatti con artisti figurativi presenti nei circoli sociali e culturali, sfruttando quanto contenevano tra informazioni, esperienze e strumenti.

Accolse i consigli e i frutti della loro esperienza, era la fase del disegno e della raffigurazione che recava con sé i tratti delle riproduzioni del metodo tradizionale e dell’imitazione  di opere artistiche palestinesi, arabe, straniere. Questa era la fase della maturazione della sua esperienza artistica in cui ha affinato il suo stile quanto poteva, con l’utilizzo funzionale di strumenti, colori e gioco di pensieri e di oggetti plastici dipinti.

La sua tenacia, la sua fermezza, la sua capacità personale di proseguire e superare tutti gli ostacoli che si presentavano sul suo cammino e la sua avventura personale nel campo dell’arte, lo hanno portato a partecipare alla mostra collettiva  di artisti figurativi sulla Striscia di Gaza in occasione del cinquantesimo anniversario della Catastrofe Palestinese, come primo aiuto e principio per incontrare e accogliere il pubblico dell’arte e seguire il cammino malgrado i fattori di frustrazione che lo hanno circondato.

Con la sua istintività, con la sua volontà ferma , il suo desiderio sincero è riuscito a presentarsi come uno degli artisti zelanti che hanno imparato da soli, con l’esperienza personale e il raggiungimento di un livello di interpretazione artistica supportato dalla peculiarità della sua creazione in termini di forma, contenuto e stile.

Il lasso temporale trascorso tra il 1988 e il 2004 si è rivelato come la sua epoca d’oro, che lo ha reso capace di dedicare lo spirito all’ avventura, alla scoperta e alla ricerca delle capacità  materiali , pratiche  e delle visioni artistiche che risiedevano dentro di lui, come i tormenti e i segnali delle visioni, in cui era presente la sua essenza come uomo e come artista che attraverso queste ha raggiunto la maggior parte dei suoi dipinti e delle sue esperienze.

Non sappiamo quali siano le cause che lo hanno spinto a fermarsi e non continuare nel campo del disegno e della raffigurazione. Possiamo dire che la sua esperienza artistica può esprimere quanto si trova tra le sue linee plastiche predisposte, i suoi significati descritti e metaforici scaturiti dalla fonte della sua vita quotidiana, come cittadino palestinese che vive nell’accampamento, nella tradizione e nella resistenza.

Il suo lessico figurativo  e i suoi elementi nascono dalla fonte dell’eredità del popolo palestinese che avvolge con le vesti popolari decorate, l’artigianato e  le esperienze familiari passate, significative anche per la scoperta di mucchi di bellezze naturali nella campagna palestinese che profuma di rose e di fiori  specialmente di prugne dell’aprile triste.

Si aprono i sigilli delle case di argilla ammucchiate e le donne avanzano sulla scena con quanta pazienza e forza d’animo hanno, espressioni di vitalità nella condizione della donna palestinese nella società palestinese, poiché sono il motore che alimenta  l’area della patria palestinese.

Lo hanno attratto i giorni delle rivolte popolari palestinesi, quando annotava con la sua penna  la spontaneità e il movimento nello spazio del pensiero espressivo con i contatti realistici verso il loro nettare lucente nelle immagini che contengono le interazioni del popolo arabo palestinese in tutte le sue
formazioni, che si battono con il nemico sionista oppressore, delineato dai lineamenti immaginari che hanno l’aspetto del panorama descrittivo che si diffonde nei suoi particolari e negli elementi metaforici presi da persone, luoghi e colori, e rivelano quanti significati diretti e simbolici portano con sé le loro componenti e i loro sfondi riguardo la lotta del forte popolo palestinese.

 

 

Nella fase rinnovata della sua esperienza ha cercato di stare al passo con le moderne arti figurative che presentano linee e colori molto importanti, e la loro adozione come principio formale delle progressioni di file di mattoni dei suoi lastricati formali, ma l’esperienza di questa relazione è stata in un certo senso rapida, e necessitava di raccogliere le esperienze e le esercitazioni, perché l’arte moderna e l’espressività astratta in particolare, hanno bisogno di separare i tratti ampi dal disegno e dalla raffigurazione realistica.

Queste arti entrano nel contesto del facile impossibile, malgrado quello che vediamo nelle linee e nei colori dell’ artista Nassar che scorrono con la sua ricerca e sono in linea con i confini delle sue conoscenze personali e l’accumulo di cicli della sua ricerca tecnica,
con ciò che contiene la sua memoria e la sua
immaginazione tra sentimenti, emozioni e immagini adatte alla sua realtà  vissuta da palestinese, che mantengono le bellezze della sua creazione e della sua spontaneità come uno degli avventurieri esperti e che si godono la peculiarità dell’esperienza e i cicli della speranza.

 

 

Angela Del Prete

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 

 
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