Falafel فلافل

 

I falafel (in arabo: فلافل) sono una pietanza mediorientale e consistono in polpette fritte e speziate a base di legumi – tra cui i più utilizzati sono i ceci, le fave e i fagioli – tritati con cipolla, aglio, cumino e coriandolo. Una recente teoria attribuisce l’origine del piatto all’Egitto in quanto i falafel sostituivano la carne nei giorni del digiuno dei copti egiziani: il termine falafel risulterebbe formato dalle tre parole pha la phel (Φα Λα Φελ), che in copto significano letteralmente “con tanti fagioli”.

Dal momento che Alessandria è una città portuale, fu possibile esportare in Medio Oriente la pietanza e il suo nome. I falafel si diffusero quindi verso nord, in Levante, dove i ceci sostituirono le fave. E’ anche stato teorizzato – sebbene con minor forza – che i falafel abbiano avuto origine durante il periodo faraonico egiziano o nel Subcontinente indiano. L’uso della parola falafel è tuttavia diffuso in Levante piuttosto che in Egitto, dove i falafel sono in genere conosciuti come ta’amiyya (si tratta del diminutivo della parola araba ta’am (طعام), “cibo”, e indica una “piccola porzione di cibo”).

 

 

 

 

In effetti è possibile l’etimologia del termine falafel sulla base di fonti interne levantine. La parola falafel dell’arabo colloquiale levantino è grammaticalmente un nome collettivo che può essere reso al singolare con la parola Hubba (حبة), granello, pezzo. Essa potrebbe rappresentare il plurale dell’antica parola filfal (fonte non confermata), dall’aramaico pilpāl, “piccole cose rotonde, grani di pepe”, derivante dal verbo palpēl, “essere rotondo, rotolare”.

Nel vocabolario, nella grammatica e nella fonologia l’arabo colloquiale del Levante riflette la profonda influenza dell’aramaico parlato dalla popolazione del Levante prima della conquista musulmana della Siria, avvenuta nel 634-638. In questo modo un’origine aramaica del termine colloquiale non risulta problematica per quanto l’ultima verifica di autenticità della fonte abbia sollevato forti dubbi – problema di cui la proposta etimologia copta soffre in eguale misura. La parola araba falafel è stata acquisita da molte altre lingue e diffusa in tutto il resto del mondo come nome comune di questa pietanza.

I falafel sono ormai diventati una forma comune di cibo da strada o fast food in Medio Oriente. Le crocchette vengono regolarmente gustate come parte del meze (selezione di piccoli piatti serviti a colazione, a pranzo o a cena, con o senza bevande). Durante il Ramadan, i falafel vengono talvolta mangiati come parte dell’iftar, il pasto che interrompe il digiuno giornaliero dopo il tramonto. Data la popolarità raggiunta dalla pietanza, perfino McDonald’s ora serve i “McFalafel” in alcuni Paesi. E’ tuttora popolare presso i copti che ne cucinano grandi quantità nel corso delle feste religiose.

 

 

Il dibattito sull’origine dei falafel è anche sfociato in una discussione politica nell’ambito del critico rapporto tra arabi ed israeliani. Oggi i falafel sono considerati un piatto nazionale da Egitto, Palestina e Israele. Fra i palestinesi è diffuso un certo risentimento per quella che considerano un’appropriazione indebita del loro piatto da parte degli israeliani. Inoltre, l’Associazione degli Industriali Libanesi (ALI) ha contestato ad Israele la violazione del copyright riguardo ai falafel.

I falafel giocano un ruolo fondamentale nella cucina israeliana e sono considerati il piatto nazionale del Paese. Per quanto essi non siano specificamente un piatto ebraico, venivano mangiati dai Mizrahi (ebrei dell’Est) nei loro Paesi di origine. In seguito vennero adottati dai primi ebrei immigrati in Palestina. Dal momento che sono interamente vegetali, essi sono ritenuti conformi ai precetti kosher della religione ebraica, ma possono sempre essere accompagnati da pasti a base di carne o di latticini.

I falafel sono diventati uno dei piatti orientali più graditi e diffusi nei Paesi occidentali, alla pari quasi dell’ormai internazionale kebab. Semplici da preparare, sono ottimi da utilizzare come antipasti durante una cena o come spuntini per un aperitivo.I falafel di ceci, di cui vi proponiamo la ricetta qui di seguito, sono ottimi soprattutto se gustati appena fatti, ma possono essere serviti anche freddi.

 

 

 

Ingredienti

Ceci: 300 gr    Aglio: 2 spicchi           Cipolle: 1

Pepe: una spolverata             Cumino (in polvere): 1 cucchiaino

Coriandolo (in polvere): 1 cucchiaino           Sale: q.b.

Prezzemolo:  1 mazzetto        Olio: 200 ml    Farina: 30 gr circa

 

Preparazione

Per preparare i falafel, innanzitutto ammollate i ceci secchi in acqua per almeno 12 ore, fino a che si saranno ammorbiditi. Trascorso questo tempo, scolate e asciugate bene i ceci. Ponete i ceci in un mixer insieme all’aglio, la cipolla affettata e un mazzetto di prezzemolo: otterrete un impasto morbido e omogeneo, che trasferirete in una ciotola. Aggiungete al composto il sale, il pepe e il cumino, mescolando bene con il dorso di un cucchiaio per compattare bene l’impasto.

Coprite la ciotola con un foglio di pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno 2 ore. A questo punto, riprendete il vostro impasto per i falafel e provate a formare una pallina: se si sfalda allora aggiungetene uno-due cucchiai di farina alla volta.

Quando il vostro impasto avrà raggiunto la giusta consistenza, iniziate a formare i falafel: prendete un cucchiaio di impasto, fate una pallina e schiacciatela leggermente fino a formare un disco. Quando tutto l’impasto sarà finito, fate scaldare l’olio in una padella fonda e friggete i falafel fino a che non saranno ben dorati (la frittura può essere effettuata anche mediante una friggitrice). Scolate la frittura su carta assorbente e servite i vostri falafel ancora caldi.

Una variante light è rappresentata dai falafel al forno: foderate una teglia con carta forno, prendete il composto e con le mani fate delle palline, schiacciatele leggermente e mettetele nella teglia. Infornate a 180 gradi (forno preriscaldato) per circa mezz’ora. Mentre i falafel fritti hanno sulle 170-180 calorie al pezzo, i falafel cotti al forno hanno più o meno 65 calorie al pezzo.  Il termine falafel può riferirsi sia alle polpette fritte che ai sandwiches ripieni delle stesse.

I falafel si servono normalmente con la tahina (crema di sesamo), pomodori e cetrioli (sia al naturale che sotto aceto) e si accompagnano con i caratteristici tipi di pane arabo quali lafa (una sottile piadina prodotta con farina di grano che viene farcita e mangiata arrotolata) e pita ( pane piatto lievitato e rotondo, a base di farina di grano, con un’apertura a forma di tasca).

A cura di

 Teresa Filomena

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

Cfr:

http://en.wikipedia.org/wiki/Falafel

http://ricette.giallozafferano.it/Felafel-Falafel.html

http://www.arab.it/ricette/falafel.htm

http://www.viveredonna.it/cucina-araba-falafel-al-forno-light/

 

 

 

 

 

 
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