Lo sciroppo di tamarindo شراب التمرهندي

 

Il tamarindo (Tamarindus indica L., 1753), dall’arabo تمر هندي tamr hindī, “dattero dell’India”, è un albero tropicale della famiglia delle Fabaceae, originario dell’Africa Orientale, ma ora presente in aree tropicali asiatiche e dell’America Latina. È l’unica specie del genere Tamarindus. Il tamarindo è utilizzato per l’alimentazione, per scopi ornamentali e anche per le sue proprietà medicinali.

Si tratta di un albero massiccio, a crescita lenta, che in condizioni favorevoli può arrivare anche a trenta metri di altezza e più di sette metri di circonferenza.Le foglie pennato-composte, lunghe fino a 15 cm, sono costituite di numerose foglioline. Come accade in altre specie di Leguminose, le foglie si richiudono durante la notte. Le foglie sono caduche durante la stagione asciutta solo nei luoghi che hanno una stagione secca particolarmente prolungata.

 

I fiori sono poco appariscenti, gialli con strie rosse o arancioni, riuniti in infiorescenze (racemi).L’albero produce come frutti legumi marroni, che contengono polpa e semi duri. I legumi sono lunghi generalmente 10–15 cm, leggermente incurvati, e contengono fino a una dozzina di semi.
Il legno ha un cuore duro, rosso scuro, intorno è più tenero e giallastro.I frutti del tamarindo sono commestibili. La polpa dei frutti acerbi è molto aspra ed è quindi adatta a piatti di portata, mentre i frutti maturi sono più dolci e possono essere usati per dessert, bevande o spuntini.

La polpa è usata come spezia tanto nella cucina asiatica quanto in quella latino-americana, ed è un importante ingrediente delle salse Worcester e HP. Il tamarindo è un componente fondamentale della dieta dell’India Meridionale, dove è usato per preparare il Sambhar (zuppa di lenticchie speziata, con molte verdure), il riso Pulihora ecc.

Il tamarindo è venduto nei negozi indiani di tutto il mondo. È anche consumato come dolce in Messico e sotto forma di spuntini nell’Asia sud-orientale (seccato e salato, seccato e candito, come bevanda fredda, ecc.).

 

 

 

 

 

Nei paesi arabi  la polpa di tamarindo viene usata per preparare una deliziosa bibita dissetante. La si ottiene lasciando a mollo in acqua per almeno 8 ore (preferibilmente tutta una notte) la polpa di tamarindo (7 volumi d’acqua/1 di tamarindo) aggiungendovi dello zucchero a piacere (circa un cucchiaio di zucchero per ogni bicchiere d’acqua). Successivamente si filtra il tutto con una pezza di tela e si lascia assestare per circa un’ora e
quindi si serve molto fresco (magari con l’aggiunta di ghiaccio triturato).


Per accelerare i tempi si può fare bollire l’acqua e quindi aggiunto lo zucchero e il tamarindo si lascia a fuoco lento per 5 minuti circa e quindi si lascia riposare per due ore prima di filtrare la bibita e poi la si serve “ghiacciata”. Lo sciroppo di tamarindo si ottiene cuocendo la polpa in acqua fino ad ottenere una crema. Dopo, si filtra il tutto con una pezza di tela, si lascia assestare qualche ora e poi si fa bollire insieme allo zucchero per qualche minuto.

Si lascia raffreddare lo sciroppo prima di imbottigliarlo e verrà usato per preparare una granita se aggiunto al ghiaccio triturato o la dissetante bibita al tamarindo da servire molto fresca.

 

A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

Cfr:

http://www.lafenicia.it/ashop/ItemDetail.asp?IDItem=289&

http://it.wikipedia.org/wiki/Tamarindus_indica

http://www.ricetteecooking.com/view.php/id_842/lingua_0/

 

 
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