1- Il cavallo arabo

 

I cavalli arabi purosangue hanno raggiunto un posto rilevante nella storia e nell’attualità araba, infatti i poeti li hanno decantati e gli uomini potenti li hanno acquistati. Questo interesse è stato tradotto attraverso l’importanza della sua stirpe, forse per via della passione degli arabi per la discendenza e l’onore.

 

 

Secondo Peter Upton, giudice internazionale del cavallo arabo purosangue, l’importanza del cavallo arabo risiede nella più antica razza nota del cavallo purosangue, ed ha avuto un impatto
significativo sulle altre razze del mondo.

La ragione della sua originalità risale alla passione degli arabi e al loro attaccamento al principio di autenticità e purezza. In occidente e in Gran Bretagna non esistevano cavalli di razza e i cavalli sono stati classificati in base al loro ruolo e tra di essi non c’era nessuno che venisse utilizzato per l’agricoltura o per la trazione di veicoli, o altro ancora.

Tuttavia la gente era alla ricerca di cavalli maschi migliori cosi ché le personalità più in vista, nei secoli passati, cominciarono a inviare spedizioni  nel deserto per comprare un cavallo di sesso maschile perché non c’erano arabi venditori di puledre che potessero rivelarsi loro utili per la stirpe.

Da quel momento in poi si diceva che la puledra garantiva la sicurezza e che nel suo ventre ci fosse il futuro. La purezza del cavallo arabo ha costituito un impatto senza eguali e divenne noto per la sua capacità di migliorare la stirpe . Nel XIX secolo la gente comprese che fosse
loro utile l’allevamento degli stessi cavalli arabi.

Quanto alle caratteristiche che contraddistinguono il cavallo arabo dalle altre razze, Peter Upton afferma di utilizzare al riguardo sempre espressioni brillanti e di alta qualità perché esse incarnano i vantaggi della razza pura e della loro antichità.

Per quanto riguarda i segni distintivi, essi sono la bella testa e i loro occhi grandi dal colore scuro, assieme alle orecchie grandi e belle; la loro schiena si caratterizza per la sua cortezza rispetto alle altre razze, e la coda è molto elegante quando si alza all’inizio della corsa.

Si tratta di cavalli eleganti dalle linee espressive che trasmettono lealtà e leggerezza al punto che non si è in grado di sentire il loro passo neppure prestando la massima attenzione; infatti si dice che essi corrono come se volassero e ballassero sul terreno.

Spostandoci al rapporto tra i cavalli arabi di razza in Gran Bretagna o i loro discendenti e gli autentici cavalli arabi, egli afferma che uno dei libri che ha scritto parla dell’influenza del cavallo arabo sul cavallo o sul pony inglese, ed ha scoperto che tutte le nove specie di pony trovate qui o tre dei cavalli leggiadri, erano discendenti del cavallo arabo.

Il precedente cavallo inglese di razza conosciuto nel mondo è un caso esemplare. Esistono tre cavalli maschi di razza araba, il primo dei quali veniva chiamato “Barley arabo”, il secondo “Barley turco”, mentre il terzo “Goldonfen arabo”, e l’origine di ogni cavallo inglese di razza risale in America o in Australia o in qualsiasi altro luogo; i tre cavalli maschi sono stati influenzati dal grande cavallo arabo, dunque uno dei fattori citati è il ruolo della fattoria Carpet nell’allevamento dei cavalli che fa partorire le puledre esposte per la vendita del mercato annuale e che potranno essere acquistate (vendute) d/agli acquirenti provenienti da ogni parte del mondo.

Alcuni di questi acquirenti provengono persino dai paesi arabi. È una storia davvero fantastica, ed egli sostiene sempre che il cavallo arabo abbia conquistato il mondo intero.

Fiona Lyanim, allevatrice di cavalli arabi, afferma che sua nonna era una donna che apprezzava la bellezza e di conseguenza anche il cavallo. All’inizio degli anni ’20 il cavallo arabo purosangue era raro, perciò scomparvero le sue tracce in quasi tutte le parti del mondo, ad eccezione della penisola araba.

Per questo gli animali divennero molto preziosi a quel tempo, a tal punto che venne impedito dalla legge il loro utilizzo come guardie, o per il trasporto di provviste durante la seconda guerra mondiale. Nel corso della storia in Gran Bretagna, dunque, sono stati animali che godevano della più grande stima e che venivano utilizzati per migliorare la stirpe con la loro leggiadria e la loro forza.

La nonna di Fiona Lyanim si è concentrata sul lavoro di Lady Blunt, una pioniera dell’inoltro in Gran Bretagna dei purosangue arabi, di cavalli che necessitano di tutta l’attenzione godendo della loro bellezza e della loro equitazione.

“Alcuni sorridono alla mia risposta”, afferma Fiona, “cioè che li considero come una malattia da cui non ci si possa liberare nella vita e che quando si dipende da uno di loro si scopre che questi animali possiedono una natura delicata, mite e leale;tuttavia è un cavallo che gode al tempo stesso di un carattere ardente e distintivo”.

Il cavallo arabo nei reggimenti inglesi

Martin Usturid, Direttore del Museo della Guardia Reale in Gran Bretagna,ci spiega: la Guardia Reale britannica è suddivisa in due reggimenti: “Life Guard”, i cui membri indossano l’uniforme rossa, e “Blues and Royals”, i cui membri indossano l’uniforme azzurra.

Il primo reggimento venne creato da Charles II in seguito al suo ritorno dall’esilio nel 1666 e, tra i sostenitori che lo accompagnarono durante la sua permanenza nel nord Europa, vi fu persino uno scienziato intenzionato ad iscriversi al reggimento pagando una somma di denaro.

Quanto al reggimento “Blues and Royals”, questo venne istituito dopo un breve periodo di tempo dal primo. Inizialmente stava per essere eliminato per divenire parte del nuovo esercito istituito da Cromwell nella resistenza al regime monarchico, ma Charles II lo bloccò e diede ordini di mandarlo a Londra per proteggerlo.

Per quanto riguarda il reggimento “Blues and Royals”, l’unità Royals si fuse con il reggimento dopo un lungo periodo nel 1969, ma in origine era un’unità fondata da Charles II anche per via del suo matrimonio con Catherine di Braganza la quale annesse al suo regno
la città marocchina di Tangeri, come parte della sua dote.

Fu necessario quindi creare un’unità militare per proteggere la città dalle tribù locali e dai marocchini occidentali, ed il suo regno durò vent’anni. All’unità venne poi dato il nome “Tangeri Horse” o “Tangeri” o “Guardia Reale” o primo reggimento di cavalleria, dunque il reggimento “Blues and Royals” assieme alla creazione di Charles II, sono estremamente importanti.

La specificità dei cavalli utilizzati nella Guardia Reale, peraltro, sta nel fatto che il cavallo dovrebbe avere dimensioni grandi e colore nero per ordine di Charles II, il quale credeva che in tal modo sarebbe stato più temibile rispetto ad altri durante il combattimento. Perciò è rimasta la credenza che ogni cavallo nero sia una specie di vicino irlandese e allevato sempre in Irlanda.

La gamba del cavallo presenta una distintiva qualità che gli permette di sopportare il peso del cavaliere, degli scudi e anche della sella. I cavalli con questi requisiti quindi sono stati ritenuti adatti alla
Guardia Reale, e non provengono solo dall’Irlanda, ma forse anche
dall’Olanda.

Alessia Milone

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 
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