Il museo che espone gli abiti andalusi in Spagna

 

Il museo Làzaro Galdiano, prende il nome da un uomo d’affari spagnolo, che l’ha reso famoso per opere d’arte antica e artefatti, che ancora oggi affascinano gli artisti e gli storici. Tra questi tesori è possibile ammirare decine di tessuti creati a mano durante il governo andaluso e mostrati per la prima volta in collaborazione con il Museo dell’Alhambra. Qui sono stati rinvenuti la maggior parte dei tessuti.

 

Secondo Amparo Lopez, la custode del museo, sono abiti espressivi che hanno significato di prosperità, felicità e misericordia. Gli spagnoli ricordano di possedere questo patrimonio, attraverso l’esposizione della mostra “Sotto la luce della seta”.

La bellezza di questi abiti segue lo stile che ha prevalso durante il regno della famiglia Banū ‘l-Aḥmar di Granada. Le forme geometriche sono complesse e i colori hanno attirato persino i nobili cattolici, che hanno ordinato ai loro successori di essere seppelliti avvolti in questi tessuti. Attraverso la mostra, si vuole trasmettere un messaggio importante: la bellezza ha una dimensione umana, le piccole cose sono luminose e i lavori artigianali sono  importanti per garantire un futuro, soprattutto nelle società in crisi.

In Spagna non sono presenti più di 300 capi di tessuto andaluso, ma la bellezza di questi abiti viene ancora ricordata  in alcuni laboratori della città di Fes, come quelli creati dall’artigiano Si Ahmed, che vuole far rivivere l’arte andalusa, basandosi solo sul lavoro manuale. Il progetto dura da 25 anni e gli è costato fatica e sacrifici, ma la gioia per la sua
realizzazione, mostra che ne è valsa la pena.

 

Anna Rinella

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 

 

 

 
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