Le Chiese cristiane in Marocco

 

La presenza del cristianesimo in Nord Africa è attestato dalla fine del II secolo. È molto probabile che l’annuncio del Vangelo sia giunto nella provincia romana della Mauretania Tingitana (attuale regione centro-settentrionale del Marocco) dalla vicina Spagna. Nell’anno 298 fu martirizzato, a Tangeri, il centurione Marcello.

La nuova religione fece breccia tra gli indigeni berberi, ma soprattutto tra gli abitanti di origine romana; molte furono le diocesi istituite durante l’occupazione romana della regione (per esempio, Tingis, Zilis, Septem, Lixus, Tamuden-Sis, Salensis, ecc.). Scarsa la documentazione circa gli effetti che donatisti e vandali esercitarono sulla comunità cristiana della regione.

 

 

Con l’avvento dell’islam il cristianesimo si ridusse a piccole comunità, con la graduale scomparsa della gerarchia. Nel 1219 arrivano in terra marocchina i Francescani, inviati dallo stesso san Francesco. Pochi anni dopo, nel 1225, la Santa Sede eresse la diocesi del Marocco, nominando vescovo per i territori sotto il dominio almohade, il domenicano padre Domenico; nel 1226, il frate francescano Agnelo è stato nominato vescovo di Fez.

Con l’inizio dell’evangelizzazione del Marocco, hanno inizio anche le persecuzioni con i primi martiri: tra questi si ricordano i santi Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto, uccisi nel 1220, e i santi Daniele e compagni, che subirono il martirio nel 1227. A partire dal XV secolo gli eserciti spagnoli e portoghesi iniziarono la conquista dei territori del Marocco.

In questo contesto sorsero la diocesi di Ceuta (1417), che assorbì l’antica sede del Marocco (o Fez), e quella di Tangeri (1472). Dal XIV al XVII secolo, i missionari spagnoli continuarono a esercitare il loro ministero tra gli schiavi cristiani, sotto l’autorità dei vescovi di Ceuta che vivevano normalmente a Siviglia, come ausiliari dell’Arcivescovo di quella città.

La missione però fu spesso sacrificata agli interessi di Stato e i frequenti disaccordi fra Santa Sede e Patronato spagnolo e portoghese minarono l’opera di evangelizzazione. La sede di Ceuta (che fu unita a Tangeri) per lunghi periodi rimase vacante. Infine nel 1630, la diocesi di Tangeri fu ridotta al rango di prefettura apostolica dipendente da Roma e venne affidata ai francescani. Quando a metà del XVIII secolo fu abolita la schiavitù dei cristiani in Marocco, aumentarono soprattutto lungo le coste piccole comunità di commercianti e marinai europei.

Nel 1908 papa Pio X elevò la prefettura apostolica di Tangeri in vicariato apostolico, assegnandogli i territori del protettorato spagnolo. Nel 1923 papa Pio XI creò un altro vicariato apostolico, quello di Rabat per i territori del protettorato francese. Con i decreti del 14 settembre 1955 e del 14 novembre 1956, papa Pio XII elevò i due vicariati apostolici in arcidiocesi.

Louis-Amédée Lefèvre et Francisco Aldegunde furono designati come arcivescovi, dopo essere stati fino a quel momento vicari apostolici delle due sedi.

 

Un evento particolarmente importante nella storia della chiesa in Marocco è stata la visita di papa Giovanni Paolo II a Casablanca il 19 agosto 1985.

Tra i luoghi di culto cristiano in Marocco si ricordano :

- La cattedrale del Sacro Cuore: era una chiesa cattolica della città di Casablanca che fungeva da cattedrale dell’arcidiocesi di Rabat. Venne realizzata nel 1930 dall’architetto Paul Tournon per essere utilizzata come luogo di culto dalla comunità cattolica locale che all’epoca contava circa 40.000 individui[2]. La sua architettura si ispira all’estetica delle cattedrali gotiche europee, conferendo all’edificio una particolare monumentalità in stile Art Déco. Circondata da un grande giardino pubblico, il Parco della Lega Araba, l’edificio è oggi sconsacrato e di tanto in tanto è sede di esposizioni e manifestazioni culturali.

-La cattedrale di San Pietro a Rabat. È una cattedrale cattolica romana, situata nel centro di Rabat, Marocco, nella piazza di Golan. È costruita in stile Art Deco ed è la sede dell’Arcidiocesi di Rabat.La costruzione della capitale iniziò nel 1919. L’architetto capo era Adrien Laforgue. La cerimonia inaugurale fu presieduta da Louis Hubert Gonzalve Lyautey nel 1921, la cattedrale iniziò ad essere utilizzata dal novembre dello stesso anno. I due campanili della cattedrale, ormai caratteristici dello skyline cittadino, furono aggiunte nel 1930.La cattedrale è operativa ancora oggi, la messa è celebrata quasi quotidianamente.

- La chiesa dei Santi Martiri a Marrakech. Si trova nel quartiere Gueliz di fronte a una moschea . Come altre chiese in Marocco è una bella costruzione del 1930,  è stata fondata  da missionari francescani, le messe sono in lingua francese al pomeriggio di sabato o alla domenica mattina.

 

Cfr:

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica_in_Marocco

http://www.civiltaislamica.it/reciprocita/la-chiesa-cristiana-in-marocco/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_del_Sacro_Cuore_(Casablanca)

 

A cura del

Centro Studi e Ricerche di Orientalistica

 
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